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Notizie
Per la Fiat l’offerta Opel resta invariata
27/06/2009
di Domenico Scalera
La Fiat conferma anche gli obbiettivi del primo Semestre 2009, e le prospettive per il futuro.
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L’Amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne conferma che la partita con la Opel non è ancora chiusa, ma che dal canto Suo la Fiat ha presentato un’ottima offerta e non ci sono i presupposti per migliorarla. Ribadisce che è comunque la soluzione più razionale che si poteva offrire. Tra l’altro l’intesa tra Opel e la cordata Magna-Gaz-Sberbank non sembra dare i risultati che si aspettavano, in quanto ci sono molte incertezze sull’accordo. Comunque, l’accordo definitivo non avverrà prima di settembre 2009 e nel frattempo potrà succedere di tutto, visto che le soluzioni offerte dalla cordata Magna non sembrano essere sostenibili.
La Opel è ancora in attesa di ricevere un’intesa dalla cinese Baic (Beijing Automotive Industry Holding Co) e dal fondo USA Ripplewood, che avranno tempo fino al 15 di luglio. Marchionne in un convegno a Venezia, ha detto che tra Opel – Magna non sembra che le cose stiano andando bene, visto che gli austro-canadesi non hanno nessuna intenzione di restituire alla General Motors la Opel dopo averla risanata. Nel frattempo aspetteremo tranquilli e vedremo che cosa succederà.
Marchionne ha comunque ammesso che il I^ semestre del 2009 ha chiuso in modo positivo è che tutti gli obbiettivi prefissati dal Lingotto sono stati confermati. A fine Luglio ci sarà con ogni probabilità il primo consiglio di amministrazione di Chrysler che servirà per definire le nomine e verrà presentato un piano relativo alla produzione delle vetture negli USA. Bisognerà decidere in quale stabilimento americano verrà prodotta la Fiat 500 made in USA, ma verrà riviste anche le vetture Alfa Romeo che saranno lanciate in America, come la nuova Alfa Romeo 147 che verrà presentata in anteprima al salone di Ginevra del 2010.
Per quanto riguarda le questioni di casa, Marchionne ha detto che lo stabilimento di Termini Imerese non avrà futuro poichè non ci sono le condizioni per creare l’indotto e che i costi di logistica pesano parecchio. Mentre non ci sono rischi per lo stabilimento di Lecce e quello di Cnh di San Mauro Torinese, per Melfi invece Marchionne invita i sindacati a prendere delle posizioni più inerenti al periodo di crisi che stiamo attraversando. Inoltre sul tavolo delle trattative c’è anche un possibile accordo con i Cinesi, per creare una joint venture Fiat-Guangzhou.
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