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Notizie
Mercato auto, luglio negativo per le immatricolazioni
02/08/2012
di Grazia Dragone
Sempre più drammatici i dati di vendita del settore, depresso per i pesanti costi di gestione e per la crisi economica internazionale
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Avvitato da mesi in una spirale negativa senza fine, il mercato auto è ancora palesemente in affanno. Lo confermano i dati di luglio illustrati dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, i cui numeri indicano una diminuzione pari al 21,4%, ferma a poco meno di 109mila unità (108.826).
Nei primi sette mesi dell'anno il calo generale è pari al 19,9% con 923mila unità immatricolate contro gli 1,155 milioni del 2011. “I dati di immatricolazione a luglio sono i più bassi dal 1978” sottolinea l’Anfia, che lancia l’allarme e indica come il mercato dell'auto sia ormai “in ginocchio”. , con una quota pari al 30,4%, contro il 30,2% del 2011. Fiat ha perso meno in termini relativi (-16%), limitando i danni rispetto al marchio Alfa Romeo, le cui perdite scivolano a -32%. Bestseller del Lingotto è la Panda, leader nelle vendite con circa 9mila immatricolazioni. Segue la Punto con 6.300.
Tutti i grandi costruttori sono alle prese con risultati sfavorevoli, anche se i brand Audi, Bmw e Citroen, limitano le perdite a -8%. Più pesanti i numeri di Ford e Renault, le cui perdite risultano superiori al 30%. Anche il mercato del lusso è alle prese con il segno meno e vede Ferrari, Maserati e Lamborghini perdere più di metà degli acquirenti. In controtendenza, il gruppo Hyundai incassa un +8% grazie al +34% registrato dal marchio Kia.
Il crollo delle immatricolazioni mette in crisi anche le reti di vendita e Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto punta il dito contro le istituzioni che continuano ad innalzare gli oneri di spesa per gli automobilisti, rendendo la ripresa ancora più lontana. “Occorre che il Governo imposti nuove azioni capaci di far riprendere i consumi e con essi rilanciare la propensione verso l'auto”, sono le parole di Bousquet, presidente dell'Unrae, che prevede dati ancora più drammatici per il rpossimo anno se non si interviene a sostegno dei consumi e del settore.
Se il Belpaese non sorride anche gli altri Paesi europei sono alle prese con vendite in calo. In Francia, ad esempio, le immatricolazioni sono calate a luglio del 7%, con i costruttori locali che perdono il 10%. Peggiori i numeri dei competitors, con Fiat che incassa un -18,5%, con 4.300 vetture vendute. Vendite in calo del 17% in Spagna, dove però Fiat tiene e si ferma ad un -6%, con buone prospettive di crescita per il Biscione. Dagli States le notizie sono rosee per il Lingotto, grazie a Chrysler che ha incrementato le vendite a luglio del 13%.
A rendere la situazione particolarmente difficile e quasi senza via d’uscita è sicuramente la crisi internazionale, che non cede il passo, frenando i consumi in ogni settore. Caro-carburanti e premi assicurativi sempre più onerosi rendono ancora più pesante la situazione deprimendo di fatto il mercato auto
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