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Licia Mattioli guarda al futuro con ottimismo


22/12/2012

di Giovanni Iozzia

La nuova presidente dell’Unione Industriale di Torino vede nella Fiat e nella Tav due importanti elementi per il futuro sviluppo economico


Licia Mattioli guarda al futuro con ottimismo [ Torino, Piemonte, Italia ] - La nuova presidente dell’Unione Industriali di Torino, Licia Mattioli, guarda al futuro con ottimismo e in particolare, ripone molta fiducia nella Fiat, condividendo le sue scelte, e vede nella Tav un elemento importante per lo sviluppo futuro dell’economia.

«Ho sempre creduto nella Fiat e negli impegni che il Lingotto aveva annunciato. È un’azienda, non una onlus; dunque, se investe nel Paese, è perché ci crede. Diciassette nuovi modelli sono tanti e puntare sul polo del lusso è vincente, perché si tratta di un segmento che tiene».
E aggiunge: «La Tav è finalmente stata sbloccata e di questo ringrazio il governo».

«Con i suoi investimenti – dice ancora Mattioli - la Fiat non solo fornisce credibilità al Paese, ma sicuramente offre anche un aiuto al nostro indotto che sta particolarmente soffrendo per la crisi dell’auto».
E poi lancia un preciso messaggio all’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne: «Dopo gli annunci fatti a Melfi, adesso ci aspettiamo la presentazione a Grugliasco della nuova Maserati». L’auspicio di Mattioli è quello che al più presto anche a Mirafiori e Grugliasco possa accadere la medesima cosa di Melfi.

Per quanto riguarda il resto dell’economia, la Mattioli ritiene che le imprese italiane abbiano bisogno di un forte aiuto per potere competere sul mercato internazionale.

Anche se la priorità massima è quella di sostenere le imprese per evitare che vadano incontro al fallimento anche e principalmente per i ritardi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione.
«Un fallimento su cinque è dovuto ai mancati pagamenti – spiega -. Una cosa inconcepibile. È inutile fare le leggi sui termini di pagamenti se poi sono gli enti pubblici a non pagare».
La maggior parte delle imprese denuncia infatti forti ritardi nei pagamenti che spesso arrivano a oltre 100 giorni.

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