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Notizie
Aumento dell’Iva, grave rischio per il comparto auto
16/06/2013
di Giovanni Iozzia
Il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, teme che il provvedimento faccia sprofondare l’intero settore già fortemente provato dalla crisi economica
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[ Roma, Lazio, Italia ] -
Il previsto aumento dell’Iva ha messo in allarme il comparto dell’automobile italiano che, già pesantemente provato dalle conseguenze della crisi economica, rischia di andare incontro al crollo definitivo.
Il presidente di Federauto, che riunisce oggi in Italia tutte le Associazioni di marca dei Concessionari di autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus, Filippo Pavan Bernacchi ha infatti detto: «Noi confidiamo molto che questo governo di larghe intese mantenga gli impegni che ha preso alla sua nascita e che, prima ancora di abbassare la pressione fiscale su famiglie e imprese, almeno non la aumenti. Se falliranno in questo banale e preliminare obiettivo la fiducia degli italiani su questo esecutivo, e anche la nostra, subirà un pesante smacco Forse fatale».
«L'ennesima doccia fredda dopo la miopia del Governo Monti – ha aggiunto - che, se ha il merito di averci salvato dal disastro, ha il demerito di non aver fatto nulla per rilanciare l'economia italiana, in primis i consumi interni, il vero nostro pilastro. Per quello che ci compete sottolineo con forza che i 170 euro in più che costerebbe un'auto a causa dell'aumento di un altro punto di IVA, rischiano di diventare un peso insopportabile per il settore automobilistico già in allarme rosso. Anzi, proprio l'Iva andrebbe abbassata di qualche punto per agevolare famiglie e imprese a sostituire i propri automezzi obsoleti, inquinanti e insicuri, e far ripartire i consumi. L’ennesimo balzello sarà un boomerang per lo Stato, senza contare che affondare un settore che contribuisce già per quasi 68mld di euro ogni anno è molto poco lungimirante, per usare un eufemismo».
Con l’aumento dell’Iva, Federauto prevede che si verrebbe a creare un effetto boomerang per lo Stato che si manifesterebbe anche attraverso costi sociali altissimi dovuti all'estrema difficoltà di un settore che conta oltre un milione di addetti e che potrebbe causare miliardi di euro di mancate vendite, con conseguenti mancati introiti derivanti non solo dall’Iva ma anche da bolli e Imposte Provinciali di Trascrizione.
«Ci chiediamo perché – ha detto ancora Pavan Bernocchi -, nonostante sia cambiato il Governo, si perseveri con scelte capestro per il Paese? Perché assistiamo a lunghi dibattiti sulla necessità di rilanciare i consumi per far ripartire l'economia, il cui cardine sono i consumi interni, e poi si fa l’esatto contrario e si chiedono una volta di più inutili sacrifici agli italiani? Perché a suon di tasse si distruggono le aziende, i posti di lavoro, e si uccide l'economia italiana che molto avrebbe da esprimere?».
«La nostra idea è che, come nella Curva di Laffer ,chi di tasse ferisce di tasse perisce – ha concluso il presidente di Federauto -. Laffer ha dimostrato che aumentando le tasse diminuiscono i consumi e lo Stato, paradossalmente, vede diminuire le entrate. La politica, e il governo in particolare, oggi dovrebbe suonare una sola musica: diminuire la spesa pubblica e fare ripartire l'economia, il Pil. Se non hanno il coraggio di affrontare questi tagli drastici e urgenti il nostro paese andrà incontro ad anni di sofferenza, proprio come in un'economia di guerra».
Secondo i dati forniti dall’Associazione per una mobilità equa e responsabile (Amoer) nel corso della presentazione della manifestazione Missione Mobilità, che si terrà il 21 e 22 giugno prossimi a Roma, con il nuovo balzello le immatricolazioni 2013, arriverebbero ai livelli più bassi degli ultimi 30 anni: il 14% in meno rispetto al già bruttissimo 2012. L’Amoer, basandosi sui dati forniti dal Centro studi Fleet & Mobility, ritiene inoltre che l’aumento dell’Iva farà lievitare in media di circa 140 euro il di un’auto. Le auto immatricolate dalle aziende e dalle società di noleggio verrebbero invece a costare 160 euro in più.
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