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Mercato, bene per i veicoli commerciali e industriali


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Secondo i dati diffusi da Acea le immatricolazioni nel giugno 2016 sono cresciute per il diciottesimo mese consecutivo

Mercato, bene per i veicoli commerciali e industriali
[ Roma, Lazio, Italia ] - Il 2016 è stato fino ad ora un anno positivo per le vendite in Europa dei veicoli commerciali e industriali.
Secondo i dati diffusi dall’Acea, European Automobile Manufactuers Association, le immatricolazioni in questo settore nel giugno 2016 sono cresciute del 13,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Una crescita registrata per il diciottesimo mese consecutivo e che è avvenuta in tutti i maggiori paesi europei +29,9% in Italia, +14,5% in Spagna, +11,3% in Germania, +11,1% in Francia e +2,8% in Gran Bretagna.
Quest'ultimo dato, secondo alcuni analisti, fa scattare un piccolo campanello d'allarme legato alle incertezze relative alla Brexit ed ai risultati negativi provenienti dagli Stati Uniti.

Nel primo semestre di quest’anno l’incremento in Europa è cresciuto del 13,5%, pari a 1.170.263 immatricolazioni.
L’incremento più forte in Italia con +30,8%; poi di seguito in Spagna il 14%, in Francia il 12,7%, in Germania il 10,4% e in Gran Bretagna il 3,6%.

«Il primo semestre del 2016 – dice Gianandrea Ferrajoli coordinatore di Federauto Trucks - si chiude con un bilancio altamente positivo, grazie a una crescita costante del numero delle immatricolazioni dei veicoli commerciali e industriali, al 13,5%. Anzi, nel corso di tale periodo, l’Italia si è confermata la locomotiva europea, giacché traina da 18 mesi l’incremento ininterrotto, sempre con risultati oltre il 20% e con punte che oltrepassano abbondantemente il 30%».

«Occorre, però procedere con cautela – aggiunge Ferrajoli - considerando le potenziali cause di rallentamento o di inversione di tendenza. Bisogna che, parlando del sistema in generale, si concretizzino i contraccolpi della Brexit, finora solo paventati, per comprendere il peso dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue anche nel nostro settore. Parlando specificamente dell’Italia, invece, sarà necessario verificare se le nostre reiterate richieste al Governo di approntare un Piano Nazionale Trasporti, al fine di rinnovare in nome della sicurezza, prima e della sostenibilità ambientale, poi, un parco circolante fra i più obsoleti d’Europa, di investire nell’infrastrutturazione nei distributori di carburanti puliti, d’incentivare gli autotrasportatori ad acquistare veicoli ad alimentazione ecosostenibile, trovino accoglienza e un luogo di discussione e concreta realizzazione».

«Finora – conclude Gianandrea Ferrajoli - l’Europa ha costituito un esempio virtuoso di crescita, ma non vorremmo che mutasse il trend e ci trovassimo alle prese con il fenomeno di arretramento delle immatricolazioni che da tempo si sta registrando negli USA. Guardando i numeri del primo semestre, infatti, emerge una situazione critica con un significativo –34,5% delle immatricolazioni. Urgono, quindi, decise contromisure da elaborare grazie ad una cooperazione di tutti gli attori, pubblici e privati, che determinano il mercato».

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