|
Notizie
Marzo 2012, un disastro per il mercato delle auto
17/04/2012
di Giovanni Iozzia
Continua senza fermarsi la crisi delle vendite in Europa. Tengono solo Germania e Gran Bretagna. Male Italia, Francia e Spagna. Bene l’Est europeo
|
«A marzo il mercato europeo riporta per il sesto mese consecutivo il segno meno. Guardando ai principali mercati, i risultati meno incoraggianti sono quelli dell'Italia e della Francia: entrambe, come già il mese scorso, scontano forti flessioni a due cifre. Il mercato italiano riporta nel mese una contrazione del 26,7% rispetto a marzo 2011, collocandosi sui livelli di immatricolazioni di marzo 1980. Nel primo trimestre le immatricolazioni si attestano a 406.907 unità, in calo del 21% sul primo trimestre 2011». Lo afferma Roberto Vavassori, presidente di Anfia che aggiunge: «Risulta più contenuta la contrazione del mercato spagnolo, dove, tuttavia, le vendite di vetture ai privati sono in calo ormai da 21 mesi. Performance positiva per il mercato inglese, per il quale il mese di marzo è tradizionalmente il più importante in termini di volumi di immatricolazioni, contando per il 18% circa del totale annuo, e per il mercato tedesco, che si conferma in netta controtendenza rispetto agli altri 4 major markets. Il consolidamento fiscale e le condizioni sfavorevoli del mercato del lavoro che caratterizzano alcuni Paesi, tra cui il nostro, gravano sul consumo privato, mentre il rischio di nuove turbolenze finanziarie, di ulteriori rialzi del prezzo del petrolio e del prelievo fiscale a danno della mobilità, non aiutano certo a risollevare il clima di fiducia dei consumatori». «Per l'Italia – conclude Vavassori - la situazione rimane preoccupante sia per il mercato dell'auto, per cui è prevista una chiusura d'anno inferiore a 1.500.000 unità, sia per gli altri comparti della filiera».
L'Italia, dunque, scende al quarto posto nel mercato europeo dell'automobile. Nel mese marzo, infatti, in tutto il continente sono state immatricolate 1.499.380 vetture, con una flessione del 6,6%. Nel primo trimestre 2012 le immatricolazioni sono state 3.427.677 con un calo del 7,3%. Fra i cinque grandi mercati europeo, hanno chiuso in leggero attivo Germania e Gran Bretagna, Italia, Francia e Spagna hanno avuto un risultato negativo. Le perdite di Italia e Francia, 247.386 vendite nel trimestre, hanno avuto una forte ripercussione sull’intero mercato europeo. Sono state appena colmate dall’aumento delle vendite nei paesi dell’Est europeo: 269.242 immatricolazioni.
«I Paesi dell'Est Europa stanno mostrando una propensione alla mobilità più vicina ai tipici canoni europei di qualche anno fa - ha detto Romano Valente direttore generale dell'Unrae, l'Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia -. Sono accompagnati nella crescita da Germania, forte di un favorevole momento economico, e Gran Bretagna che sfrutta la stagionalità del cambio targa». «L'area mediterranea, invece – ha continuato Valente - soffre per ragioni legate alla crisi economica (Italia, Spagna, Grecia) o al confronto di Francia e Portogallo, con analoghi periodi coperti da incentivazione». Ed il futuro non si presenta per nulla roseo, infatti la Global Insight prevede che alla fine di quest’anno si registrerà una flessione di circa il 6% rispetto al 2011 con una vendita di circa 13 milioni di auto.
In questo panorama fosco, la Fiat a marzo ha venduto in Europa 81.469 nuove vetture, con una riduzione del 25,8%, rispetto alle 109.831 vendute a marzo 2011. Nell’intero trimestre le immatricolazioni sono state 217.434 auto contro le 271.741 dello stesso periodo di un anno fa, con un calo del 20%. Secondo il Centro Studi Promotor Gl Events «Il mercato italiano dell'auto, è fortemente appesantito da prezzi dei carburanti e dell'assicurazione della Rc auto esorbitanti, ma soprattutto accusa in maniera fortissima le difficoltà di un quadro economico in continuo peggioramento. Per risollevarsi la domanda di auto avrebbe dunque bisogno innanzitutto che si delineasse una ripresa dell'economia di cui non vi è però alcun segno premonitore, come non vi è traccia nell'azione del governo di provvedimenti che possano fornire in tempi brevi uno stimolo all'economia e, per quanto riguarda l'auto, a ciò si aggiunge che il governo, dopo aver calcato la mano in maniera estremamente pesante sulla tassazione del carburante e su altre imposte sulla motorizzazione, non ha certo remore nell'annunciare nuove penalizzazioni specifiche del settore, come ad esempio ulteriori aumenti di accise e riduzioni della possibilità per gli operatori economici di detrarre i costi dell'auto aziendale».
Promotor precisa che dal disastro generale si sono salvati solo la Germania e le auto di lusso. Ma le case italiane che producono queste ultime non sono affatto d’accordo. «Superbollo e spettacolarizzazione nei controlli anti-evasione – afferma Federauto - stanno distruggendo un settore, quello delle auto di lusso, che da sempre parla italiano». Secondo Federauto nel primo trimestre del 2012 le vendite di Ferrari sono scese in Italia del 51,5% e quelle di Maserati del 70% e la stima per quest’anno è che nel segmento del lusso ci saranno circa 105 milioni di euro di mancate entrate per lo Stato rispetto al 2011.
«Una situazione preoccupante – dichiara il Commissario europeo all’Industria Antonio Tajani - per cui è necessario varare presto un piano d'azione a livello Ue in grado di affrontare la crisi del settore. Le iniziative da prendere saranno al centro di una riunione tecnica tra gli sherpa delle case costruttrici, della componentistica, dei sindacati e delle organizzazioni ambientaliste».
|
|
| |
|
|