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Notizie
Milano, tempo scaduto: fine del bonus Ue, è allarme smog
08/02/2011
di Fabiana Muceli
Bruxelles fa partire la procedura di infrazione, domani un tavolo con i sindaci dell´hinterland
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Nonostante il blocco del traffico e le domeniche a piedi, Milano è ufficialmente una città fuorilegge: consumati i 35 giorni di bonus previsti dall'UE, in caso di superamento dei limiti di Pm10. E' allarme smog per la città, che solo ieri ha toccato valori record in via Senato, con 181 mg di polveri sottili. Si parla dunque del triplo dei valori consentiti, ovvero i famosi 50 mg, livelli raggiunti anche in Citta' Studi (157) e al Verziere (176).
Niente dunque si può fare per la procedura di infrazione, scattata automaticamente. Tanto si dovrebbe invece mettere in moto per frenare l'allarme smog e la dose massiccia di polveri sottili, considerando anche che l'aiuto dal cielo, ovvero una perturbazione tale da far abbassare il codice rosso, potrebbe forse arrivare solo il prossimo fine settimana, e potrebbe non essere di portata tale da scongiurare lo stato di allerta. Forti polemiche sono arrivate da Legambiente che ha consegnato alla giunta milanese una “mascherina d'oro”, ovvero una maschera antigas, per dimostrare l'inefficienza della lotta contro lo smog. L'associazione denuncia livelli che non si registravano dal 2006, anno terribile per le concentrazioni di Pm10 raggiunte. E chiede investimenti su strutture e servizi, in primis per la mobilità collettiva e i percorsi ciclabili.
Qualcosa si muove: domani è previsto in provincia un tavolo con i sindaci dell’hinterland e i commercianti, dove potrebbe essere rivisto il piano antismog messo in piedi fino ad ora, ovvero lo stesso che ha bloccato le macchine le scorse domeniche e messo i vincoli all'Ecopass. Intanto la Camera di Commercio di Milano denuncia ulteriori problemi, oltre a quelli della salute. Secondo uno studio, infatti, inquinamento e traffico costerebbero a ogni impresa milanese circa 3.500 euro l'anno, per un totale di 1 miliardo di euro. E c'è chi invece propone soluzioni alternative, come la Codacons: prendere esempio dalla città di Saronno e imporre i limiti di 30 km orari nelle strade urbane. L'andatura ridotta, secondo l'associazione, gioverebbe alla fluidità del traffico e alla salute.
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