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Marzo, mese orribile per la Fiat


31/03/2012

di Giovanni Iozzia

Lo ha dichiarato Sergio Marchionne prevedendo una ulteriore flessione del mercato delle auto che dal 2007 ha perso il 40% dei volumi


Marzo, mese orribile per la Fiat «Marzo sarà per la Fiat un mese orribile», lo ha detto l’amministratore delegato del Lingotto Sergio Marchionne intervenendo ad un convegno di Italia Futura, l’associazione presieduta da Luca Cordero di Montezemolo.
Secondo Marchionne l’ulteriore flessione è dovuta in parte allo sciopero della bisarche ma anche alle gravi difficoltà economiche generali. Dal 2007, infatti, in Italia c’è stato un calo delle vendite pari a un milione di automobili.
«A fine anno il mercato scenderà sotto 1,6 milioni di vetture - ha detto ancora - ce la vedremo a 1,5 milioni. Abbiamo perso il 40% dei volumi dal 2007». Si scenderà quindi ai livelli del 1984.

Marchionne ha precisato che è un problema europeo e che deve essere affrontato a quel livello. «Sono fiducioso – ha spiegato - che troveremo una soluzione, non possiamo continuare a perdere sui livelli che stiamo perdendo: il sistema non regge». Un atteggiamento, però, che non sarebbe condiviso in maniera unanime. «C'è un solo costruttore che si oppone», rivela infatti Marchionne.
Nessun nome ma ci sono forti sospetti sulla Volkswagen e, in riferimento alla casa tedesca dice di non temere la concorrenza della nuova Volkswagen Up!.

Poi elogia Mario Monti. «Siamo tutti molto riconoscenti per quello che sta facendo per il Paese – dice Marchionne -. Bisogna fare la riforma del lavoro, non c'é alternativa. Come, lo decide Monti e il suo governo, abbiamo grandissima fiducia in lui come persona e come gestore. Non potevamo avere di meglio, facciamolo gestire. È stata tradizione del sistema italiano trovare sempre compromessi, ora questo non funziona».

Infine, commentando la sentenza del Tribunale di Bologna che ha dichiarato antisindacale il comportamento della Fiat nei confronti della Fiom, Marchionne ha commentato: «In un senso la sentenza era prevedibile e in un altro senso è appellabile. Andiamo avanti così».
«Non ho capito la sentenza», ha aggiunto e rivolgendosi ai giornalisti: «Lascio a voi - ha detto rivolto ai giornalisti il compito di leggerla e di spiegarmela. E dire che ho studiato giurisprudenza».

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