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Notizie
Mercato auto: anche marzo con il segno meno
03/04/2012
di Irene Masoni
Le immatricolazioni continuano a scendere e per marzo sono stati raggiunti il livelli del 1980. Federauto chiede un intervento del governo
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[ Roma, Italia ] -
Sono stati resi noti ieri, da parte del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture i dati relativi alle immatricolazioni del mese di marzo. Ed anche per questo mese le notizie non sono positive ed anzi, il mese appena conclusosi ha fatto registrare un ribasso di vendite da record. Si è infatti arrivati ad un – 26,7 % di immatricolazioni in meno rispetto a quelle avvenuto lo stesso mese del 2011. Ma il dato è negativo anche se andiamo a guardare i dati dell'intero trimestre: tra le immatricolazioni del 2011 e quelle del 2012 c'è infatti una differenza del – 20,9%.
Guardando più specificatamente la condizione delle produzioni italiane, le cose non vanno meglio. I marchi nazionali hanno infatti totalizzato 36.064 immatricolazioni, che corrispondono ad un -35,9%. I marchi di Fiat Group Automobiles (escludendo Ferrari e Maserati) si attesta intorno ad un -35,6%. Positivi sono ancora una volta i risultati del marchio Jeep con un + 33,7 %.
Il Direttore Generale di ANFIA ha ribadito ancora una volta il fatto che questi livelli di immatricolazioni sono quelli che si registravano ben trenta anni fa e le condizioni di salute del mercato auto rispecchiano la più generale condizione economica del nostro paese: «La recessione, le difficoltà di un Paese che stenta a ripartire e che vive un’impegnativa fase di transizione soffocano ogni possibile stimolo alle vendite», inoltre, questo mese, ad incidere negativamente sulle vendite ha contribuito «anche lo sciopero di oltre un mese delle bisarche, con il conseguente rallentamento delle consegne, e la dinamica dei prezzi dei carburanti, che continua il suo inarrestabile aumento».
I risultati del settore auto erano ovviamente previsti, visto che ormai la fase critica prosegue da diverso tempo ed è proprio per il perdurare di questa situazione che dal mondo dell'auto si è levata, ancora unanime la richiesta di un intervento dal parte del Governo, e in particolar modo da Federauto: «non comprendiamo perché il Governo non abbia ancora aperto un tavolo di confronto con le Associazioni del settore, atto recentemente sollecitato anche dalla Camera dei Deputati con ordine del giorno accolto dal Governo stesso».
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