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Multe innanzi al Giudice di Pace: prima paghi e poi fai ricorso


04/01/2010

di Maura De Sanctis

La tassa blocca ricorsi introdotta dalla nuova legge finanziaria è stata considerata anche dagli addetti ai lavori improvvida ed iniqua

Multe innanzi al Giudice di Pace: prima paghi e poi fai ricorso
Da oggi in poi, chi vorrà fare ricorso avverso sanzioni amministrative dovrà versare un’imposta denominata contributo unificato che parte da € 30,00 a € 70,00. Più specificatamente, se la multa non supera l’importo di € 1.100,00 si pagherà un contributo pari ad € 30,00 a parte una marca da bollo di € 8,00 mentre per le altre sanzioni superiori il contributo sarà di € 70,00.

La tassa sui ricorsi è stata introdotta da un emendamento alla Legge Finanziaria in vigore da quest’anno ma sin dal suo nascere ha già ricevuto il dissenso degli addetti ai lavori. Lo stesso presidente dell'Unione Nazionale dei Giudici di Pace, Gabriele Longo la ritiene una tassa improvvida ed iniqua, in quanto ridurrebbe il diritto di difesa proprio dei cittadini che si rivolgono alla giustizia c.d. minore. Come è noto il Giudice di pace consente ai cittadini di ottenere giustizia e rimborsi per cause di piccoli importi, senza spese e soprattutto in maniera veloce. Grazie al Giudice di pace gli utenti possono difendersi dai soprusi quotidiani, comprese le multe selvagge.

Inoltre, sempre secondo Longo, la tassa causerebbe anche un danno alla finanza locale. Infatti essa verrà riscossa dallo Stato nello specifico dal Ministero della Giustizia e dei Trasporti, mentre in caso di vittoria del cittadino, il rimborso delle spese legali dovrà essere effettuato direttamente da chi ha comminato la sanzione e cioè nella maggior parte dei casi, dai comuni e se questi, come spesso accade, sono in rosso, il povero cittadino non verrà mai rimborsato. Verrà invece costretto ad agire con decreto ingiuntivo per poi procedere ad un pignoramento e vederselo opporre con il vincolo d’indisponibilità dei beni del comune in quanto patrimonio pubblico.

Per non parlare poi dell’alternativa prevista sempre dalla stessa finanziaria, di poter fare ricorso dinanzi al Prefetto senza pagare alcunché. In quest’ultimo caso è facile ipotizzare che i ricorsi non diminuiranno, ma piuttosto il flusso si sposterà dai giudici ai Prefetti con la prevedibile conseguenza di creare un sovraccarico di lavoro per questi ultimi. E’ evidente che facendo questo nuovo balzello molti non faranno ricorso e chi lo farà dovrà sborsare una cifra assolutamente inconcepibile in rapporto con la multa da pagare. Pertanto più che una politica di freno ai ricorsi selvaggi sembra questa una e vera e propria ipotesi di giustizia negata in quanto la richiesta del contributo unificato potrebbe ledere i diritti sanciti dalla Costituzione in tema di eguaglianza e difesa del cittadino per la tutela dei propri diritti.

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