Segnali di ripresa per il mercato dell´auto
02/04/2009
di Grazia Dragone
Recuperano le immatricolazioni grazie agli ecoincentivi
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Deboli segnali di ripresa appaiono all’orizzonte dopo 14 mesi di dati negativi, dando una boccata d’ossigeno ad un settore gravemente segnato dalla crisi economica internazionale. Il recupero è stato possibile grazie alla misura degli incentivi statali alla rottamazione e agli acquisti di auto ecologiche, che ha permesso una crescita degli ordini: le immatricolazioni a privati sono cresciute del 12,97%, mentre quelle delle aziende sono calate di quasi il 30%.
Tuttavia la variazione è solo marginale, siamo nell’ordine dello 0,24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con 214.218 autovetture immatricolate, secondo i dati ufficiali diffusi dal Ministero dei Trasporti.
Il piccolo, ma significativo incremento, è il primo segnale di crescita dopo due mesi horribilis come gennaio e febbraio, quando si sono avute flessioni del 32,6% e del 24,5%. Tuttavia, il risultato di marzo era quasi prevedibile, data la carenza di giacenze di vetture nuove iniziata a registrare dalle concessionarie.
In pieno recupero anche Fiat, che ha fatto registrare, sempre a marzo, l’immatricolazione di 69,882 autovetture, con una crescita del 6,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nel dettaglio, le vendite a marchio Fiat sono state pari a 54.221 unità, con un progresso del 3,51% e una quota di mercato salita al 25,45% rispetto al 24,65% di marzo 2007. Lancia ha distribuito 9.346 unità, con un incremento del 6,64% e una market share in salita dal 4,1% al 4,36%, mentre le vendite del marchio Alfa Romeo sono state pari a 6.015 unità, con un progresso del 35,47% e una quota di mercato in rialzo dal 2,08% al 2,81%. La vettura piu' desiderata è la Punto, con il 24,2% di quota, seguita dalla Panda, con il 31,2%.
L’inversione di tendenza sarà ancora più forte nei prossimi mesi, quando le misure adottate dal governo saranno entrate a pieno regime. Tuttavia si rende necessario che la domanda si consolidi nuovamente e che l’effetto degli interventi governativi non sia semplicemente una misura palliativo, che rechi un blando sollievo anziché curare e guarire il settore dell’auto.
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