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Polemica sulla fusione Fiat-Opel


11/05/2009

di Maura De Sanctis

La Fiat smentisce la soppressione dello stabilimento in Sicilia


Polemica sulla fusione Fiat-Opel In un recente comunicato, la Fiat ha smentito le informazioni riportate dal quotidiano tedesco Handelsbatt, secondo cui la casa automobilistica torinese sarebbe pronta a chiudere due stabilimenti in Italia uno nel Nord e l’altro nel Sud, precisamente a Termini Imprese (Palermo) in Sicilia. Secondo i sindacati italiani la fusione tra le due case automobilistiche porterebbe inevitabilmente alla chiusura di alcuni stabilimenti in Europa con la soppressione di circa 18.000 posti di lavoro.

Il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha infatti fatto presente che la fusione tra Fiat ed Opel, comporterebbe un aumento degli stabilimenti in Europa, e poiché entrambe le case automobilistiche producono le stesse automobili, nove stabilimenti sembrano un po’ troppi per un periodo di crisi economica come quella che stiamo attraversando. La preoccupazione maggiore cade sullo stabilimento in Sicilia poiché si teme la concorrenza degli stabilimenti collocati nel centro d’Europa più facilmente raggiungibili e meno costosi per quanto riguarda i trasporti.

Da parte sua Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, nel mentre ha presentato al governo tedesco il suo piano di acquisizione della Opel, ha assicurato che il suo gruppo non chiuderà nessuno degli attuali stabilimenti anche se l’accordo comporterà sicuramente un ridimensionamento di quelli esistenti in giro per l’Europa tra cui quello di Saragozza in Spagna, a Trolhaetten in Svezia e ad Anversa in Belgio. In realtà, i sindacati temono che l’accordo italo-tedesco non porti nulla di buono per l’Italia e che anzi a causa di esso si acuisca il conflitto sociale. Inoltre non si comprende come mai mentre sono stati presentati al governo e al sindacato tedeschi i piani industriali e finanziari europei di General Motors, per l’Italia invece non è stato presentato nessun piano industriale, lasciando la maggior parte dei lavoratori italiani in cassa integrazione.

Dove troverà la Fiat, le risorse per affrontare una simile operazione? Questa è la domanda che si pongono i sindacati mentre la Fiat tace sul futuro dell’occupazione nel nostro Paese.

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