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Termini Imerese, si apre uno spiraglio


30/01/2010

di Giovanni Iozzia

Il 5 febbraio nuovo incontro per valutare le 7 proposte giunte al governo. Dopo 11 notti gli operai scendono dal tetto


Termini Imerese, si apre uno spiraglio Si apre uno spiraglio nella spinosa questione della chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Nell’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio nella sede del Ministero della Programmazione Economica, le parti, convocate dal ministro Claudio Scajola, hanno trovato dei punti di avvicinamento che potrebbero essere approfonditi e confermati nella prossima riunione che si terrà nella medesima sede il prossimo 5 febbraio.

Nulla è stato deciso ma, secondo quanto dice il ministro Scajola «Con l'incontro di oggi abbiamo riannodato le fila per una collaborazione tra Governo, Fiat e parti sociali», ci può essere lo spazio per un cauto ottimismo. Sono 7 le proposte, di acquisizione del sito di Termini che sono giunte all’apposita task force ministeriale. Scajola ha preferito mantenere il riserbo circa la loro natura e provenienza ma nei prossimi giorni esse saranno attentamente vagliate insieme alla Fiat, che si è dichiarata assolutamente disponibile sia ad una attenta valutazione sia all’eventuale cessione dello stabilimento. L'auspicio del governo è, però, quello che «lo stabilimento siciliano mantenga una produzione legata all'automobile». Positiva la valutazione dell’incontro da parte dei sindacati. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ritiene che adesso «il clima è più disteso e mi auguro che a Termini si mantengano i livelli occupazionali e che si continui una produzione legata al comparto automobilistico»; della stessa opinione è il leader della Cgil, Guglielmo Epifani che però precisa che «la Fiat non può considerarsi fuori dalla partita, dobbiamo continuare a lavorare per trovare soluzioni possibili e dobbiamo continuare a non considerare il suo disimpegno della Fiat come definitivo» mentre ritiene ancora aperta la questione di Pomigliano d’arco; Luigi Angeletti della Uil ha da parte sua precisato che «Il 5 febbraio sarà il momento in cui le intenzioni annunciate oggi dovranno trasformarsi in realtà». Insoddisfatto Gianni Rinaldini della Fiom che aspetta i risultati del prossimo incontro mentre Cristina Ricci dell’Ugl precisa che «gli incentivi devono essere legati alla produzione in Italia».

«L'incontro è stato positivo. Ho trovato termini e toni diplomatici e non ultimativi. Loro dicono di essere disponibili a fare la loro parte, vedremo». E’ quanto ha detto Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana uscendo dal Ministero. «Ci sono varie proposte - ha aggiunto - che verranno esaminate il 5. Sappiamo che qualcuna riguarda la produzione di auto. Noi siamo disposti a fare la nostra parte perche l'impostazione di Termini non sia assistenzialista. I 350 milioni di euro che siamo disposti a mettere sul tavolo come Regione non sono bazzecole, ma pare che questo aspetto non interessi». «Noi come Regione - ha aggiunto l’assessore regionale alle Attività, produttive Marco Venturi - siamo convinti che a Termini si devono continuare a produrre automobili. La Fiat si è detta disponibile a qualunque soluzione, ma sia chiaro che si deve partire da questo assunto: produzione di automobili e salvaguardia delle professionalità dei lavoratori. Sia la Fiat, che è proprietaria dello stabilimento a dire cosa intende fare, in che termini e in che tempi. Ci faccia sapere cosa e come le istituzioni possono intervenire, per continuare a produrre auto. Se poi tutto questo non dovesse essere sufficiente sia sempre la Fiat, se vuole andare via, a fare proposte concrete e alternative che abbiano una attinenza con la realtà. Perché non si può immaginare di riconvertire il polo automobilistico di Termini Imerese in un mega centro commerciale con operai altamente specializzati che finiscono a vendere nelle botteghe». Intanto i rimanenti 13 operai che per protesta hanno passato ben 11 notti sul tetto dello stabilimento sono scesi. L'assessore regionale del Lavoro, Lino Leanza, d'intesa con l'assessore Venturi, ha infatti convocato per martedì prossimo i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e i responsabili della Delivery email. Tema della riunione, la cassa integrazione in deroga ai lavoratori.

Le questioni affrontate oggi, seppur la più importante fosse quella di Termini Imerese, hanno riguardato altri importanti aspetti dell’attività dell’azienda torinese. Innanzitutto il governo prima di chiarire i punti di una collaborazione con la Fiat aspetta che siano pronti i piani industriali di tutti gli stabilimenti italiani. Scajola ha innanzitutto definito «inopportuna» anche alla luce della contemporanea distribuzione dei dividendi agli azionisti del Lingotto. Ma il ministro, allo stesso tempo ha precisato che «la Fiat è un valore per l'Italia» ed auspicio del governo che essa punti ad aumentare la sua produzione automobilistica in Italia. L’obiettivo è quello che la casa di Torino investa in Italia i due terzi degli 8 miliardi di euro previsti per il biennio 2010-2011. Sulla questione degli incentivi il ministro Claudio Scajola ha precisato che, anche se «il governo vuole accompagnare il percorso degli incentivi per tornare presto alle condizioni di mercato», le decisioni verranno prese in sede europea e quindi, una decisione potrà venire solo dopo la riunione dei ministri europei dell’Industria che si terrà a San Sebastian, in Spagna, l’ 8 e il 9 febbraio prossimi.

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