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Incentivi: Brunetta critica la Fiat
08/02/2010
di Fabiana Muceli
Il ministro al comizio della Lega nord: con gli aiuti dati nell´arco di 50 anni, lo Stato avrebbe potuto comprare la Fiat 2-3 volte
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Nuova polemica all'orizzonte tra Governo e Fiat. Dopo i segnali distensivi di ieri da parte di Montezemolo, oggi il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta rincara la dose con alludenti frecciatine verso i dirigenti del Lingotto. La Fiat, ha detto nel corso di un comizio elettorale alla festa della Lega nord, è un'azienda che da tanti anni viene aiutata dallo Stato. Raccontando di una battuta che gira, ha poi affermato: se si sommassero tutti gli aiuti dati nell'arco di 50-60 anni, lo Stato avrebbe potuto comprare la Fiat 2-3 volte. Una battuta tutta da verificare, ma secondo Brunetta gli italiani hanno questa percezione.
Il ministro si è espresso anche sulla questione Termini Imerese. Gli operai non vanno abbandonati, ha sostenuto, invocando il senso di responsabilità delle parti in causa. L'azienda in primis, visto che «gli operai sono suoi». Ma anche dal Governo. Ha detto no a chiusure senza alternative per i lavoratori ma, allo stesso tempo, ha anche ammesso che «sarebbe un errore tenere posti di lavoro improduttivi».
Continuare con la produzione finché “passa la nottata” è il motto del ministro. La crisi e il suo colpo di coda rendono questa fase difficile per tutti, per Brunetta l'unica via d'uscita è quella di ricercare opportuni investimenti, rimettere in produzione il sito nella piena efficienza. Un'esigenza per Termini Imerese e per il sud, insomma. Che non hanno bisogno di quei posti di lavoro ma di «posti di lavoro». E giù parole pesanti su l'Amministratore delegato Sergio Marchionne: «Mi va bene che faccia l’imprenditore in giro per il mondo ma - ha detto - ma le cose non mi vanno quando nel farlo non si danno alternativa o un’occasione equivalente a quanti rischiano di rimanere senza lavoro».
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