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Notizie
Pomigliano d´Arco, Marchionne cerca l´accordo con i sindacati
23/04/2010
di Fabiana Muceli
Il tavolo di trattativa si aprirà la settimana prossima: l´a.d. Fiat chiede una maggiore flessibilità
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Un accordo con i sindacati è necessario: non ha dubbi Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat che ieri insieme al nuovo Presidente John Elkann ha incontrato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Un incontro positivo, durante il quale è stato presentato il piano aziendale e su cui l'esponente del governo ha espresso il suo apprezzamento: secondo Scajola, i progetti della Fiat confermano la centralità dell'Italia e l'impegno ad aumentare la produzione per garantire stabilità e crescita dei posti di lavoro. Marchionne ha poi incontrato anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, per ribadire la prospettiva di aumento delle unità da produrre (fino ai 1,4 milioni entro il 2014) e la richiesta di collaborazione ai sindacati. “Venti miliardi di euro in investimenti – ha dichiarato l'a.d. Della Fiat – saranno spesi in cinque anni di attività. Ai sindacati credo possa bastare”.
Per Guglielmo Epifani, si tratta di un piano di svolta, una sfida che il sindacato è pronto ad accogliere, ma esprime la sua contrarietà ai ricatti. Diverso il parere di Raffaele Bonanni, secondo cui in una situazione di crisi come quella attuale, dove tiene banco il pericolo della delocalizzazione della Fiat, è positivo il fatto che la produzione venga raddoppiata. Non c'è ricatto anche per Luigi Angeletti, che si dice pronto ad aprire un confronto.
Pomigliano d'Arco – Il nodo cruciale rimane quindi lo stabilimento di Pomigliano d'Arco. Marchionne auspica un accordo tra le parti, forte dei 700 milioni a disposizione che dovrebbero essere investiti nell'impianto. Senza un accordo con i sindacati l'investimento non parte, ha aggiunto. La richiesta della Fiat è quella di una maggiore flessibilità: per aumentare la produzione sono necessari tre turni di lavoro su sei giorni lavorativi. Sul piatto anche la produzione della nuova Panda, che il piano aziendale prevede di avviare insieme all'organizzazione di lavoro su 18 turni, all'introduzione di 80 ore all'anno di straordinari, alla riduzione delle pause da 40 a 30 minuti e allo spostamento a fine turno dello stop per la mensa. Questi i punti da discutere con i sindacati, in previsione di un tavolo di trattative che si aprirà la settimana prossima.
Fim, Uilm e Fismic sembrano disponibili al dialogo. Più critica la Fiom, che boccia l'organizzazione della produzione in 18 turni. Peggio della Polonia, secondo le parole di Enzo Masini. La riprogrammazione coinvolgerebbe il sabato e la domenica, mentre la pausa di fine turno comporterebbe sette ore e mezzo di fila prima di fermarsi a mangiare. La Fim è di parere diverso: considera legittima la richiesta di flessibilità da parte della Fiat, in ottica di aumento dei volumi di produzione. E si dichiara pronta ad aprire un dialogo sugli orari di lavoro. L'organizzazione su 18 turni non spaventa neppure la Uilm che si dice più preoccupata per la chiusura di Termini Imerese rispetto alle richieste di flessibilità, purché siano accompagnate da retribuzioni dignitose. Lo ricordiamo, per lo stabilimento siciliano è prevista la chiusura entro il 2011.
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