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Il futuro dei motori Diesel


10/07/2015

di Gianluca Maxia

L’evoluzione dei motori Diesel ha un futuro intenso di novità e di nuovi traguardi da raggiungere, arrivando a migliorare tutti i parametri di misurazione

Il futuro dei motori Diesel
Il progresso tecnologico del motore Diesel è tutt’altro che terminato. Bosch si aspetta nei prossimi anni un ulteriore contenimento dei consumi e delle emissioni, di questa alimentazione, fino al 20%. Questo è dovuto principalmente ai più severi limiti che verranno introdotti: Europa, Stati Uniti e Cina alzeranno i requisiti di legge per l'efficienza del motore; a partire dal 2021, le auto di nuova immatricolazione nell'UE avranno un tetto di emissioni di CO2 pari a 95 g/km. La motorizzazione diesel è indispensabile per rispettare questi limiti stringenti.

Grazie a questi sviluppi futuri vedremo vetture Diesel ibride, con motori elettrici pronti a ridurre il consumo di carburante. In particolare la soluzione Bosch si chiama BRS, acronimo di Boost Recuparation System, e lavora a 48 volt. Questo nuovo sistema Bosch di recupero genera una spinta supplementare che può ridurre considerevolmente le emissioni non trattate di ossido di azoto, in particolare in fase di accelerazione o di spunto.

Questi sistemi ibridi Diesel permettono di ridurre le emissioni di ossido di azoto rendendo il trattamento dei gas di scarico ancora più efficiente; in pratica diminuirà l’impatto sulle prestazioni del motore e lo renderanno meno inquinante allo stesso tempo. Bosch crede moltissimo in questo sistema, ed in generale la divisione dell’azienda che si occupa di soluzioni alla mobilità è in assoluto quella che sviluppa i ricavi maggiore, e quindi, subisce maggiormente la spinta evolutiva e di ricerca.

Oltre alle normative sulle emissioni vigenti, gli ingegneri si concentrano sempre di più sulle emissioni reali di guida. L'Unione europea sta discutendo se introdurre test delle emissioni a partire dal 2017. Questo metodo di misurazione per vetture diesel si concentra principalmente sulle emissioni di ossido di azoto e monossido di carbonio nelle situazioni di guida reali. Il problema dei dati discordanti tra valori dichiarati e valori ottenuti dai guidatori tutti i giorni è sicuramento figlio di una normativa che permette ai costruttori di realizzare test di consumo in condizioni assolutamente lontane dalle reali situazioni di utilizzo dei motori. E’ fuori di dubbio che le autorità europee debbano regolamentare questo delicato terreno, per recuperare un po’ della credibilità persa da tutti i protagonisti di questi test.

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