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Revisioni auto: rischio sovra flusso di richieste


Data ultima Modifica: 14/05/2020

di Grazia Dragone

I centri chiedono di anticipare i controlli a maggio

Revisioni auto: rischio sovra flusso di richieste
I centri di revisione e controllo dei veicoli chiedono un nuovo intervento governativo sui tempi previsti dal decreto Cura Italia per effettuare i collaudi, sottolineando l’impossibilità di completare tutte le richieste nei tempi annunciati.

Il decreto, appena convertito in legge, tenendo conto dell’attuale situazione di emergenza, ha prorogato la scadenza delle revisioni fino al 31 ottobre 2020, nonostante i centri siano attualmente operativi.

Vincenzo Ciliberti, di ANARA Confartigianato, rappresentante nazionale della categoria, mette in luce come questa decisione metta in seria difficoltà gli operatori del settore. “Questa decisione, se non rimodulata a brevissimo genererà ad ottobre un sovra-flusso di richieste di revisioni che è almeno cinque volte superiore alla capacità massima dei centri autorizzati”, così dichiara ed aggiunge:” In prossimità della scadenza del 31 ottobre si verificherà una concentrazione delle operazioni di revisione, per 5-6 milioni di veicoli circa, con una mole di lavoro che sarà assai difficile da gestire per i centri di controllo e per il sistema tutto. Ciò provocherà anche significativi disagi per i cittadini, considerato che la revisione è un adempimento obbligatorio ed essenziale per la sicurezza stradale e richiede i necessari tempi tecnici”.

Per Ciliberti tale situazione potrebbe protrarsi nel tempo e per essere riassorbita completamente potrebbero essere necessari ben dieci anni. Per superare tale eventualità si è inoltrato un appello al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli, affinchè risolva tale problematica permettendo di anticipare già a maggio le prime revisioni, sempre nel pieno rispetto delle misure di sicurezza previste.

Il settore delle revisioni si affida a 9000 aziende autorizzate, che occupano 30.000 addetti ed altri 20.000 d’indotto, con 15-16 milioni di controlli obbligatori da effettuare durante l’anno.

Tenendo conto che la prima revisione deve essere sostenuta 4 anni dopo la prima immatricolazione, mentre le successive devono effettuarsi con cadenza biennale o anche annuale, secondo le casistiche previste, è ben comprensibile il grido di allarme del settore, che chiede un intervento rapido per non trovarsi di fronte ad sovraccarico di richieste impossibili da evadere nei tempi programmati.

La decisione sulla proroga delle revisioni adottata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti seppure criticata dagli addetti ai lavori, è stata invece ben accolta dagli automobilisti che possono così tirare un sospiro di sollievo dopo il lungo periodo di lockdown. Il motivo per cui si è ritenuto di prorogare fino al 31 ottobre 2020 sarebbe dettato dell’impossibilità per gli automobilisti di recarsi presso le officine autorizzate in quanto, per via del Covid-19, unica misura per evitare il contagio sarebbe quella di stare a casa il più possibile. Pertanto, probabilmente l’unico modo per evitare l’affollamento, sarebbe stato quello di scaglionare le revisioni auto dando ad esempio un periodo di cinque mesi a partire dalla scadenza di ciascuna revisione.

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