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Notizie
L’ad Marchionne difende le radici italiane del marchio
18/06/2009
di Maura De Sanctis
Il gruppo Fiat non potrà fare a meno degli stabilimenti italiani
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L’ad Sergio Marchionne di Fiat ha reso noto che ci sarà un cambio della linea produttiva nello stabilimento di Termini Imerese. Da qui la preoccupazione dei sindacati che temono un declassamento dello stabilimento siciliano. Difatti il presidente della Regione Sicilia, Raffale Lombardo è stato subito interpellato affinché organizzi una tavola rotonda con i sindacati ed i vertici dell'azienda.
Anche il segretario generale della Cisl, Bonanni sottolinea come sia importante non depotenziare gli stabilimenti di Napoli e Palermo e chiede un accordo tra sindacato, governo e Lingotto nel quale il governo sarà chiamato a finanziare mentre il sindacato dovrà impegnarsi nel trovare soluzioni per impedire la perdita di occupazione negli opifici meridionali. Il sindacato, insiste quindi per il mantenimento di tutti i posti di lavoro senza alcun sacrificio di forze.
L’amministratore delegato Marchionne replica che l’obiettivo principale in questo momento storico è l’equilibrio occupazionale che potrà essere garantito soltanto attraverso iniziative produttive e sostenibili economicamente. Dello stesso parere il senatore del Partito democratico, Giuseppe Lumia, che sostiene la necessità di intervenire con incentivi e investimenti per rendere conveniente la presenza della Fiat in Sicilia e nel Meridione.
Immediata la risposta della Cgil, il cui segretario Gugliemo Epifani ha dichiarato di essere disponibile ad una cooperazione costruttiva purchè si salvaguardi l’interesse dei lavoratori.
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