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Claudio Scajola: 8-10 proposte per la conversone di Termini Imerese
08/02/2010

di Maura De Sanctis

Il governo sta valutando una decina di nuove offerte per salvare i posti di lavoro nello stabilimento siciliano
Claudio Scajola: 8-10 proposte per la conversone di Termini ImereseIl ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola dice, che la questione dello stabilimento di Termini Imerese è ancora aperta, nonostante la Fiat abbia già chiaramente dichiarato di non avere nessuna intenzione di investire per il futuro nello stabilimento siciliano. La casa automobilistica torinese ha detto che sospenderà la produzione a Termini Imerese, che impiega 1.600 lavoratori alla fine del prossimo anno, perché i costi di produzione sono troppo alti.

Ma il governo non si arrende e sta al momento valutando una decina di proposte per evitare la chisura dello stabilimento ed il conseguente licenziamento dei lavoratori. I funzionari del Ministero dell'industria, dei sindacati e della Fiat hanno in programma un incontro per il 5 marzo per esaminare le opzioni per la fabbrica siciliana. Non si conosce però nessun dettaglio sulle proposte. Anche Papa Benedetto XVI ha chiesto al governo di non abbandonare i lavoratori e di fare tutto il possibile per salvare posti di lavoro nello stabilimento.

Il ministro Scajola ha anche ricordato, che quando Sergio Marchionne è diventato amministratore delegato del gruppo Fiat nel giugno 2004, la sua divisione della produzione auto perdeva circa 3,7 milioni dollari al giorno mentre oggi, Fiat Auto, è redditizia. La sua quota di mercato è cresciuta in Europa e altrove e questo lo deve soprattutto alla politica di incentivi statali ed agli investimenti pari a circa 270 milioni di euro che hanno permesso alla casa automobilistica torinese di avere prodotti innovativi e di acquisire la Chrysler. Alla luce di tanto, ci si aspetta da Fiat un’attenzione maggiore per la produzione italiana.

Il presidente della regione siciliana Raffaele Lombardo non condivide la decisione di Fiat di chiudere lo stabilimento in Sicilia e si augura che possa cambiare idea. Ha poi aggiunto che anche la trasformazione dell’impianto in un negozio Ikea è inacettabile. Tale ipotesi, infatti, non risolverebbe il problema dell’esubero di personale che inevitabilmente rischierebbe il licenziamento.

In attesa di nuovi sviluppi, sono molti oggi a chiedersi, se la Fiat possa decidere di chiudere uno stabilimento a causa dell'attuale crisi del settore auto, quando non conosce la effettiva domanda dei consumatori fra tre quattro anni e cioè quando con tutta probabilità la crisi sarà superata.