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Scontro al senato: 14 proposte per Termini Imerese
17/02/2010
di Maura De Sanctis
Il senatore Garaffa accusa il ministro Claudio Scajola sulla disponibilità finanziaria a favore dello stabilimento Fiat in Sicilia
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«Bugiardo e pinocchio» sarebbero le parole pronunciate dal senatore Costantino Garaffa rivolgendosi al ministro Claudio Scajola quando ha annunciato durante la riunione parlamentare, la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese per il 2011. Il senatore siciliano appartenente al Pd, ha molto a cuore il destino dello stabilimento e non si rassegna alla sua definitiva chiusura e il conseguente licenziamento dei lavoratori a cui soprattutto la Fiat deve il proprio successo.
Il ministro dell’economia Scajola ha rincalzato dicendo che sono 14 le attuali proposte per salvare lo stabilimento siciliano tra cui anche quella di convincere la Fiat a cedere al prezzo simbolico di € 1 sia gli immobili, impianti, terreni sia le autorizzazioni alla Regione Sicilia, la quale con gara internazionale, sceglierà un produttore di auto che si impegni a produrre auto ecologiche ma anche ad assumere tutti i lavoratori attualmente impiegati. Inoltre sarebbero già disponibili circa 450 milioni di finanziamenti statali e regionali destinati a migliorare le infrastrutture.
Sulla questione di Termini Imerese si è espresso anche il senatore del Pd Giuseppe Lumia, che accusa il governo di inerzia perché non avrebbe presentato finora nessuna prospettiva concreta per lo stabilimento siciliano e soprattutto non avrebbe detto la verità. Inoltre la perdita di circa € 1000 su ciascuna auto prodotta in Sicilia a causa delle spese di trasporto di cui tanto si lamenta la Fiat è dovuta essenzialmente ad una scelta sbagliata della stessa casa automobilistica torinese che continua ad utilizzare il trasporto stradale piuttosto che avvalersi del porto di Termini Imerese che consentirebbe di ammortizzare i costi di trasporto.
Il governo ha poi confermato la volontà di non rinnovare più gli incentivi al mercato delle auto e di sostenere invece la ricerca e l'innovazione, ma probabilmente tale decisione andrà ad incidere solo sulla produzione italiana dato che il Lingotto, non considerando il mercato italiano più appetibile ha rivolto il suo interesse al mercato internazionale.
Rimane dunque, ancora aperta la situazione per il futuro di Termini Imerese ed il governo dovrà comunque esaminare a fondo ogni possibile soluzione che consenta di salvaguardare i livelli occupazionali e la capacità produttiva dello stabilimento siciliano.
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