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Fiat, Chrylser e Ford: partirà la produzione di mascherine e respiratori?


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Ecco come rispondono i colossi automobilistici all´appello di Donald Trump

Fiat, Chrylser e Ford: partirà la produzione di mascherine e respiratori?
Il gruppo automobilistico Fiat-Chrysler ha risposto positivamente all’appello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump messo ormai alle strette dall’espandersi in maniera sempre più veloce del Coronavirus. Il colosso italo-statunitense ha comunicato che avvierà la produzione di mascherine garantendo il rifornimento di circa 1 milione di unità al mese e che le stesse verranno distribuite ai servizi di emergenza del Nord America.

Fca, ha così riorganizzato i comparti convertendo i propri impianti che da adesso in poi verranno impiegati nella produzione di respiratori per i pazienti in terapia intensiva e per le mascherine facciali. Inizialmente, ha dichiarato il gruppo, i dispositivi sanitari verranno distribuiti negli Stati Uniti, Canada e Messico e saranno destinati alla polizia, al personale medico di emergenza, ai vigili del fuoco e ai lavoratori degli ospedali e delle cliniche sanitarie.

In questo contesto di emergenza, la Fca ed il suo azionista di controllo Exor, la holding di partecipazione controllata dalla famiglia Agnelli, nonché la Ferrari hanno offerto il loro contributo per gestire al meglio la crisi sia negli Stati Uniti che in Italia, il paese più colpito dalla pandemia. A tal fine, Fca e Ferrari, hanno avviato una trattativa con Siare, il maggiore produttore italiano di respiratori, per raddoppiare la produzione. Inoltre, la famiglia Agnelli ha messo a disposizione 10 milioni di euro per contrastare il Coronavirus oltre ad aver acquistato 150 ventilatori e 250.000 mascherine dalla Cina, la cui distribuzione in Italia avverrà entro fine settimana.

Per quanto riguarda la casa automobilistica Ford anch’essa è stata chiamata a collaborare da Donald Trump per fronteggiare il Covid-19. Così il brand ha deciso di convertire la linea di produzione di alcuni stabilimenti per destinarli alla produzione di dispositivi sanitari (respiratori per gli operatori del settore sanitario e ventilatori per i pazienti colpiti dal Coronavirus) che verranno prodotti con la collaborazione di 3M e General Electric Healthcare, multinazionali americane leader nella fornitura di soluzioni per la cura della salute affinché vengano rispettati standard di igiene e sicurezza.

Orami quasi tutte le case automobilistiche si stanno mobilitando per dare il loro contributo alla lotta contro il Coronavirus: Bentley, Porsche, BMW, Volkswagen e la lista sembra destinata ad allungarsi di ora in ora. In Germania, la Volkswagen sta sperimentando la stampa in 3D per la produzione dei dispositivi sanitari ed è stata costituita una Task Force di ingegneri e tecnici per studiare progetti, materiali e requisiti necessari alla produzione di presidi sanitari. Quello che è certo è che le aziende automobilistiche al tempo del Coronavirus appaiono più che mai trasformate: la pulizia, l'ordine e l'organizzazione delle nuove linee di produzione fanno pensare più a un laboratorio medico che a una fabbrica dove solitamente venivano assemblati pistoni, telai, giunti e bielle.

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