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Ancora crisi per il mercato auto in Europa


04/07/2012

di Maura De Sanctis

I concessionari chiedono minore pressione e l’intervento urgente del governo


Ancora crisi per il mercato auto in Europa I primi mesi del 2012 hanno registrato un sensibile aumento delle vendite di auto a livello mondiale con una crescita del 5,7% nei primi 5 mesi. Diversa è stata invece la tendenza dei paesi europei dove, sempre nello stesso periodo, le immatricolazioni di auto nuove sono calate del 10,5% e tale flessione negativa è proseguita fino al mese di maggio che ha registrato un calo delle vendite pari a -8,7%. Queste le statistiche rese note durante il convegno “Il mercato dell'auto al giro di boa del 2012” che si è svolto oggi presso la Facoltà di Scienze Statistiche dell'Università di Bologna.

Anche l’Italia non è immune da questa flessione negativa dovuta probabilmente sia alle misure fiscali adottate dal Governo per fronteggiare la crisi che alla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie oltre alla sospensione degli incentivi che hanno duramente penalizzato il mercato delle auto nuove il cui andamento resta decisamente negativo. L’unico segmento che ha registrato un lieve incremento è quello delle auto elettriche, il che dimostra come la sensibilità dei cittadini per la mobilità sostenibile stia crescendo sempre di più.

Sembra dunque che l’Italia sia destinata a chiudere il 2012 con soli circa 1.400.000 nuove immatricolazioni, dato che riporta il nostro paese ai valori del 1979. Ma se il mercato delle auto in generale volge in negativo, stabile invece è il settore delle auto di lusso, dove troviamo la Mercedes che registra una crescita di +2,2%, la Bwm invece ha avuto un calo dell’1,0%, mentre ottimi i risultati della Jaguar Land Rover con +32,8%, seguita dai marchi coreani Kia con +24,7 e Hyundai con +9,3%.

Al convegno bolognese è intervenuto anche Mario Beretta, vice presidente di Federato che ha commentato come sia importante ed urgente l’intervento del governo per aiutare le case automobilistiche a riprendersi dalla crisi che ha segnato fortemente il mercato delle auto. Molti sono convinti che il rilancio dell’auto in Europa dipenda dalla capacità die singoli governi di optare per una politica fiscale meno vessatoria verso l’automobile e il suo utilizzo ivi compreso il costo del carburante. La Commissione Europea si stà adoperando per eliminare le disparità tra i diversi paesi soprattutto nei confronti dell'Italia dove si registra il più alto costo della benzina dovuto paradossalmente ad accise che gravano sulle tasche dei consumatori risalenti addirittura al 1935.

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