Le cinque auto più vendute in Italia
08/12/2025
di Giovanni Iozzia
I modelli più richiesti sono Fiat Panda, Dacia Sandero, Toyota Yaris Cross, Jeep Avenger e Toyota Yaris. Il mercato però non offre segnali di ripresa
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I modelli più richiesti in Italia sono la Fiat Panda, la Dacia Sandero, la Toyota Yaris Cross, la Jeep Avenger e la Toyota Yaris. Ma il mercato dell’auto continua la sua contrazione, secondo Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), nel periodo gennaio-novembre 2025 è stata registrato un calo delle vendite di –2,4% rispetto allo scorso anno, con 1.417.621 immatricolazioni contro 1.452.994 nei primi undici del 2024. Ancora più pesante la differenza con il 2019, anno precedente alla crisi provocata dalla pandemia del Covid, con 359 mila immatricolazioni meno, pari a -20,2%.
Una nota positiva riguarda gli incentivi concessi dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per l’acquisto di veicoli elettrici (Bev) si sono velocemente esauriti prima della fine del mese di novembre. Grazie a questa possibilità si è registrato un effetto immediato sull’acquisto di auto elettriche che hanno raggiunto una quota di mercato del 12,2%, rispetto al 5% del mese di ottobre 2025 e al 5,2% del mese di novembre 2024. Il timore è che una volta concluso l’impatto positivo degli incentivi ci sia un nuovo rallentamento delle vendite. Le auto ibride (Phev), per il cui acquisto non è previsto alcun incentivo, si sono attestate a novembre al 7,7% di quota come nello scorso mese di ottobre ma con una crescita significativa rispetto al 3,1% di novembre 2024. Con questi dati, la percentuale totale delle vetture ricaricabili arriva al 19,4% di quota dell’intero mercato.
Dichiara Roberto Pietrantonio, Presidente di Unrae: «Il mercato continua a mostrare una sofferenza ormai cronica, che i dati di novembre confermano con chiarezza. Come Unrae abbiamo avanzato proposte concrete – anche congiuntamente alle altre Associazioni rilevanti del settore - ma, ad oggi, non abbiamo ancora riscontrato passi avanti dalle Istituzioni, in particolare sulla revisione della fiscalità, che rappresenta un’occasione straordinaria per rilanciare il settore, generare benefici tangibili per ambiente e sicurezza e sostenere le imprese, che contribuiscono in modo determinante all’economia del Paese. Bene il forte balzo delle immatricolazioni Bev grazie agli incentivi, ma il timore che si tratti di un fuoco di paglia è concreto e stride con la necessità, non più rinviabile, di allineare l’Italia agli standard europei: servono misure strutturali, di medio-lungo periodo, per accompagnare davvero la transizione energetica e dare stabilità alla domanda».
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