|
Notizie
Allarme per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco
29/05/2010
di Giovanni Iozzia
A rischio gli investimenti previsti e la futura produzione della Panda se non saranno chiusi gli accordi tra Fiat e sindacati
|
Suona il campanello d’allarme per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. L’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, ha infatti lanciato un ultimatum: «I tempi stanno diventando stretti. Il protrarsi della trattativa con i sindacati ha già provocato lo slittamento degli investimenti necessari per l'avvio della produzione. In assenza di un accordo che offra adeguate garanzie potrebbe diventare inevitabile riconsiderare il progetto per la produzione della futura Panda». La questione è nuova, poiché sin dalla presentazione del Piano industriale della Fiat per il 2010-2014, era stato detto chiaramente che per fare regolarmente proseguire la produzione di auto nello stabilimento campano sarebbero occorse «misure correttive» a partire dagli accordi sindacali che «non sono più adeguati, dobbiamo ridefinirli».
La riunione che si è svolta nei locali dell'Unione industriale di Torino tra Fiat e Fim, Uilm, Fismic e Ugl ha portato a diversi punti di accorso. La Fiat, inoltre, ha presentato delle nuove proposte tenendo conto di quanto discusso negli incontri precedenti. L’organizzazione del lavoro a Pomigliano dovrebbe essere così articolata su 18 turni, ma sul diciottesimo, quello del sabato notte, si è solo trovata una convergenza di massima affinché il turno possa essere non di lavoro e trovare un compensazione con permessi e recuperi. Altro problema sorto riguarda gli straordinari. «Siamo disponibili a ragionare su 80 ore rispetto alle 40 ore previste dal contratto – dice Bruno Vitali della Fim Cisl – e a verificare l'applicazione, chiarendo che è un'eccezione per Pomigliano». Su un'altra proposta della Fiat, la riduzione delle pause da 40 a 30 minuti, i sindacati hanno chiesto il recupero dei 10 minuti, ma la Fiat sembra orientata al pagamento per evitare effetti negativi sul ritmo della produzione. E’ stato anche affrontato il delicato tema del rispetto degli accordi. La Fiat ha chiesto l’applicazione di eventuali sanzioni nei confronti di sindacati e lavoratori che non rispettano le intese. Infine, la Fiat ha presentato i dati sull'assenteismo che ha raggiunto valori estremamente alti in coincidenza degli scioperi (471 certificati medici presentati in occasione dell'agitazione del 16 novembre 2007 per il rinnovo del contratto) o delle tornate elettorali (1.518 dipendenti assenti su 4.473 ad aprile 2008), ed ha chiesto di stabilire un percorso condiviso in maniera da recuperare le ore perdute. Quindi, un incontro interlocutorio che non ha risolto diverse importanti questioni e che avrà un secondo appuntamento il prossimo 10 giugno. Bisogna inoltre aggiungere che non era presente la Fiom che avrà un incontro separato il 4 giugno.
Tirando le somme, La Fiat ritiene necessario che il piano venga definito con le organizzazioni sindacali che dovranno anche assumersi la responsabilità di garantirne la successiva realizzazione, assicurando il funzionamento degli strumenti che congiuntamente verranno adottati. La sopravvivenza e il rilancio dello stabilimento di Pomigliano dipenderanno dunque dal livello di competitività che saprà raggiungere e mantenere nel tempo in termini di costi, qualità e rapidità di risposta al mercato. La casa torinese ritiene elemento necessario che tutti abbiano la volontà di operare un profondo cambiamento che superi gli schemi e i comportamenti del passato, incompatibili con le sfide future. Per assicurare il futuro di Pomigliano e di tutta la struttura produttiva in Italia occorre rendere gli impianti più efficienti e più competitivi. Le nuove proposte della Fiat sono quelle minime per poter giocare un ruolo non marginale nella competizione internazionale. Il mancato allineamento ai migliori standards produttivi sarebbe molto penalizzante per lo stabilimento e ne renderebbe precario il futuro. La Fiat non può rischiare il lancio di una vettura fondamentale come la Panda producendola in un impianto non competitivo. I sindacati, invece, palesano un certo ottimismo. «Nel corso della trattativa - spiega in una nota Bruno Vitali, segretario nazionale Fim Cisl - si è entrati nel dettaglio dei temi legati alla turistica, all'orario e all'organizzazione del lavoro, agli straordinari ai trattamento salariali. Si sono fatti importanti passi avanti circa la definizione delle nuove turnistiche, dei riposi compensativi, della gestione delle pause e delle verifiche organizzative. Rimangono ancora aperte questioni legate agli straordinari, al sistema delle relazioni sindacali, alle cosiddette clausole di esigibilità degli accordi. La riunione si è conclusa con la consegna da parte di Fiat di un documento riassuntivo delle condizioni ritenute da essa indispensabili per poter procedere agli investimenti sul sito campano. La delegazione sindacale su alcune parti ha espresso opinioni e riserve che dovranno essere affrontate in sede di accordo».
|
|
| |
|
|