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Notizie
Una gara a tre per Opel con Fiat in testa
21/05/2009
di Maura De Sanctis
Sergio Marchionne si dichiara ottimista: l’offerta di Fiat ha contenuti e valori industriali
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Sono state presentate tre offerte per il marchio tedesco, una dalla Fiat, l’altra dal fornitore austro-canadese Magna ed infine dal fondo americano Ripplewood. La favorita sembra essere la Fiat poiché il suo piano, a differenza degli altri che sono sostanzialmente finanziari, ha una forte valenza industriale. Il Presidente di Fiat Luca Cordero di Montezemolo ha detto che Opel sarebbe un partner ideale e che la sua acquisizione è una straordinaria opportunità per creare un gruppo molto più forte.
Il portavoce del ministero tedesco dell’Economia, Steffen Moritzha ribadito che il governo tedesco esaminerà tutte le offerte in modo imparziale. Il ministro dell’Economia Karl-Theodor zu Guttenberg dichiara di approvare la proposta dell’ad Marchionne mentre di diverso parere è il ministro dell’Economia, Hendrik Hering secondo cui Magna è la favorita poiché hanno presentato il piano migliore. In ogni caso Berlino ha poco tempo per decidere, massimo entro la fine della prossima. Infatti mancano solo cinque mesi dalle elezioni ed il salvataggio della Opel rappresenta un argomento di sicuro interesse politico e di dialettica tra conservatori e socialdemocratici. Per quanto riguarda la trattativa Fiat-Opel, Bonanni ha confermato che di primaria importanza è la salvaguardia della produzione degli stabilimenti italiani.
L’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne ha affermato che tale iniziativa sarebbe un matrimonio fatto in cielo e ritiene di aver costruito un buon rapporto con il governo tedesco, e che nella compagine governativa tedesca si riscontra lo stesso spirito di squadra e lo stesso modo di operare della task force dell’auto allestita da Barack Obama. Se tutto andrà per bene il governo americano dovrà immettere nell’operazione Fiat-Opel almeno 7 miliardi di euro.
L’obiettivo che si propone Fiat Group è di conservare le quote di mercato di partenza del Lingotto e di Opel, per poi incrementarle grazie alle economie di scala e all’utilizzo di piattaforme produttive comuni garantite dall’unione. Una scommessa difficile ma la sfida potrebbe rivelare dolci sorprese.
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