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Notizie
Caso Fiat-Opel: sfuma la possibile intesa tra il Lingotto e la Casa tedesca
01/06/2009
di Grazia Dragone
Il partner prescelto è il gruppo austro-canadese Magna
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Delusione a Torino per l’esito sfavorevole di una possibile acquisizione della Opel da parte della Fiat. Le ultime proposte avanzate da Marchionne non sono bastate a far pendere l’ago della bilancia a favore della Casa italiana.
L’annuncio ufficiale dell’accordo tra Opel e Magna è stato dato dal ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck, al termine di una serie di incontri avvenuti presso la cancelleria di Berlino. La scelta del governo è stata dettata dall’esigenza di salvaguardare l'occupazione senza intaccare pesantemente le casse dello Stato, che garantirà un prestito-ponte per aiutare l’impresa in difficoltà. La Commissione europea ha accettato questa operazione, alla condizione che la sovvenzione del governo non favorisca le fabbriche tedesche rispetto a quelle di Gran Bretagna, Belgio e Spagna, aggirando con una clausola il divieto europeo di aiuti alle imprese.
Siegfried Wolf, uno degli amministratori delegati di Magna, ha avvertito che devono essere definiti alcuni dettagli della proposta, prima di giungere alla firma dell'accordo finale. Con l’acquisizione di Opel, il gruppo austro-canadese Magna potrà produrre cinque milioni di vetture all'anno, orientandosi sui mercati della Russia e dell'ex Unione sovietica. Al gruppo austro-canadese andrà il 20% della Opel, alla banca russa Sberbank, sulla quale aleggia l’ombra di Putin, andrà il 35%, alla Gm rimarrà il 35%, mentre i dipendenti controlleranno il 10%. La General Motors si separerà dal colosso tedesco.
L’ad Fiat Sergio Marchionne incassa il colpo non senza riservare qualche commento polemico, dichiarando che la vicenda Opel ha assunto i toni di una soap opera brasiliana in un anno elettorale.
Carl-Peter Forster, numero uno di Gm Europe, ha affermato che la Opel è stata salvata, ma trasformare in un contratto il protocollo d'intesa firmato a Berlino non sarà un’impresa agevole. L'intesa si basa su tre nodi principali: un accordo con la Magna, l'amministrazione fiduciaria per la Opel e il prestito ponte da un miliardo e mezzo di euro erogato dal governo federale e dai quattro Laender tedeschi che ospitano gli impianti della casa automobilistica. La Magna garantirà, inoltre, la necessaria liquidità.
All’interno del Governo tedesco la decisione di affidarsi a Magna non ha raggiunto consensi unanimi e c’è chi paventa che l’operazione potrebbe costare la perdita di 11mila posti di lavoro, dei quali circa 2600 solo in Germania. Sempre secondo il governo, Opel non pagherà alcun dividendo finchè i prestiti governativi non saranno rimborsati.
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