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Notizie
Dichiaravano falsa residenza in Umbria per pagare meno l’assicurazione
09/08/2011
di Gianni Lo Russo
Denunciate 80 persone, usavano documenti falsi per truffare l’assicurazione
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L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della caserma di Santa Maria degli Angeli (foto) ed ha portato alla denuncia di 80 persone, quasi tutte di origine napoletana, che utilizzavano documenti falsi per pagare meno l’assicurazione. Nei loro documenti i truffatori dichiaravano di essere residenti in Umbria dove le tariffe assicurative sono molto più basse.
L’indagine è partita lo scorso aprile, i carabinieri, sotto la direzione del Luogotenente Stefano Troga, sono riusciti a risalire in breve tempo all’assicuratore complice della falsificazione dei documenti. Si tratta di un impiegato assicurativo di 55 anni di Assisi, era lui che forniva le patenti e i documenti di guida con i dati di residenza falsi.
La falsificazione dei documenti era stata fatta in modo molto accurato e preciso, ma a tradire i raggiratori è stata la comune residenza nello stesso appartamento umbro situato nei pressi della Basilica Papale. È stata questa comunanza a far insospettire gli agenti che hanno così iniziato le indagini e scoperto una truffa di parecchie migliaia di euro che poteva ricadere economicamente anche sugli innocenti automobilisti umbri.
È stato immediato il commento del Commissario Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e del Rappresentane dei Consumatori Francesco Servino che hanno detto:” Le truffe sono tutte odiose, ma quella dei napoletani che hanno falsificato la loro residenza spostandola in Umbria per pagare metà assicurazione per i loro mezzi di trasporto ci appare giustificabile e per alcuni versi inevitabile. C' è infatti da anni una vergognosa disparità di trattamento tra Nord e Sud. A parità di condizioni contrattuali, un cittadino di Napoli paga il triplo rispetto a un cittadino che risiede in altre province d’Italia, in aperta violazione dei principi di uguaglianza e di non discriminazione”. Borrelli e Servino hanno aggiunto poi: “Se i Governi nazionale e regionale non decideranno di intervenire il fenomeno delle residenze false o modificate o dei finti tagliandi assicurativi con nomi improbabili di assicurazioni aumenterà ulteriormente. Il cittadino napoletano infatti non ha alcuno strumento per difendersi da questa palese ingiustizia se non truffare lo stato o girare con mezzi non assicurati come già fanno circa la metà degli abitanti della città e della provincia”.
Ora le persone denunciate dovranno rispondere davanti ai giudici dei reati di truffa aggravata (art. 640 bis c.p.), falso materiale commesso da privato in atto pubblico (art. 483 c.p.) ed uso di atto falso (art. 489 c.p.).
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