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Nasce la Carta di Catania sulla mobilità sostenibile


21/06/2015

di Giovanni Iozzia

Un documento composto da 15 punti alla cui adesione verranno chiamati tutti i sindaci italiani. Saranno anche istituiti 4 tavoli di lavoro permanenti in collaborazione con il ministero dell´Ambiente

Nasce la Carta di Catania sulla mobilità sostenibile
[ Catania, Sicilia, Italia ] - «La Carta di Catania che viene fuori dal questa conferenza rappresenta il segno di un nuovo inizio nella collaborazione tra governo ed enti locali sul tema della mobilità sostenibile. Sta cambiando la cultura nel Paese, per questo nel collegato Infrastrutture ho voluto mettere le metropolitane nei grandi centri urbani, proprio per dare un segnale di questo cambiamento; perché è nelle città che ci sono le maggiori potenzialità per il settore e la maggiore richiesta di mobilità».
Così il ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti, Graziano Delrio, parlando alla platea di amministratori e addetti ai lavori intervenuti alla Prima conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile che si è tenuta a Catania nello scorso fine settimana.

La Carta di Catania è documento composto da 15 punti alla cui adesione verranno chiamati tutti i sindaci e che contempla come primo impegno quello di condividere un Piano strategico nazionale sulla mobilità sostenibile.

Oltre alla Carta saranno istituiti quattro tavoli di lavoro permanenti in collaborazione con il ministero dell'Ambiente per aiutare i Comuni a realizzare progetti e a trovare risorse.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti dal canto suo ha ribadito che «il dovere morale e giuridico di intervenire sulla mobilità nelle grandi città, di organizzarle in maniera diversa. Il Green Act che ha in mente il governo vuole essere un Piano strategico per il Paese, che individui le politiche industriali, di trasporto, di sviluppo delle città e che ci aiuti a cogliere l'obiettivo della riduzione delle emissioni. Su questo il mio Ministero è pronto a confrontarsi con l’Anci, a partire dall’attività di preparazione del Green Act».

«A dicembre - ha aggiunto Galletti - saremo a Parigi per cercare un accordo vincolante con gli altri Paesi del mondo contro il surriscaldamento globale. Oggi un terzo delle emissioni totali deriva dal settore dei trasporti, e la metà di queste si registra nelle grandi città: l'impegno per città nuove, verdi, sostenibili è quindi strategico per vincere la sfida del contrasto al cambiamento climatico. Dobbiamo puntare sulla multimodalità, la riduzione dell'utilizzo del mezzo privato, la ciclabilità, lo sharing».

«Per costruire un progetto ambizioso di mobilità sostenibile – ha affermato il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e sindaco di Catania, Enzo Bianco -, non si può individuare un’unica soluzione: serve una progettualità complessiva, che consenta di praticare politiche coordinate, con l’ausilio di diversi strumenti. Comuni, Regioni, Governo nazionale e aziende private possono lavorare insieme per raggiungere questo obiettivo profondendo armonia, intelligenza, umiltà e grande determinazione».

Nel contempo, però, Bianco ha lanciato una sfida al Governo: «Chiediamo che almeno nelle grandi aree del Paese i Sindaci possano essere giudicati per quello che riescono a fare, prendendosene la responsabilità. E, a proposito di mobilità sostenibile, vorremmo che si affidi alla Città metropolitane la responsabilità per la pianificazione del trasporto pubblico locale. Oggi ci perdiamo troppo spesso nei meandri della burocrazia regionale, che a volte sono particolarmente pesanti da sostenere».

«Non è possibile – ha spiegato poi Bianco tornando sul tema – realizzare una buona ricetta con un solo ingrediente, anche se si possiede il migliore ingrediente del mondo. Servono tutti gli strumenti possibili, con l’obiettivo primario di ridurre la mobilità obbligata: oggi la pianificazione urbanistica obbliga ad una mobilità inutile e non piacevole né salutare. Una parte degli spostamenti obbligati dipendono dalla collocazione di scuole e uffici pubblici, e su questo è necessario intervenire nella riprogrammazione delle città. Bisogna favorire e migliorare la qualità del trasporto pubblico nel suo complesso, ridurre la mobilità privata, potenziare la mobilità ciclopedonale. La Carta di Catania – ha ribadito infine Bianco – sarà il nostro strumento per lavorare in modo coordinato su tutto il territorio nazionale, per raggiungere finalmente questi fondamentali obiettivi».

Il convegno di Catania è stata anche l'occasione per presentare l'indagine sulla percezione della Mobilità sostenibile realizzata per Anci dall'istituto Piepoli in dieci grandi città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari, Bologna, Genova, Venezia, Reggio Calabria e Catania.
Secondo l'indagine, al primo posto, nella lista dei desideri degli italiani intervistati c'è il miglioramento del trasporto pubblico urbano (67%), seguito da più piste ciclabili (36) e più parcheggi scambiatori (28). Solo il 41% utilizza la tecnologia per informarsi sulla mobilità (app viabilità e parcheggi) dal proprio smartphone, anche se l'82% degli intervistati ritiene il servizio utile. Consultati sul carsharing (noleggio auto a tempo in citta) il 76% dice di conoscere il servizio, il 64% lo ritiene utile. Analogo riscontro sul bike sharing (noleggio bici a tempo in città) con il 75% di italiani che conoscono questa opportunità, laddove esiste, e il 67% degli stessi che la ritiene utile.

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