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Notizie
Fiat: accordo su Pomigliano, la Fiom non firma
01/07/2010
di Fabiana Muceli
Il sindacato non abbandona le sue posizioni, chiede la riapertura di un tavolo di discussione e annuncia altre manifestazioni
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Ancora un “no” dalla Fiom sull'accordo di Pomigliano proposto dalla Fiat: dopo il referendum del 23 giugno e il favore del 62% dei lavoratori dello stabilimento, oggi l'assemblea dei delegati della Fiom riunita al teatro Gloria ha approvato all'unanimità un altro documento, quello che rappresenta il parere contrario del sindacato di categoria. All'assemblea hanno partecipato circa 1500 persone, tra cui delegati, lavoratori e segretari territoriali. “Non vogliamo piegarci al ricatto Fiat”, fa sapere la Fiom che annuncia anche una manifestazione su larga scala, a partire da Termini Imerese fino a Roma e alla presidenza del Consiglio dei ministri.
Il leader della Fiom, Maurizio Landini, non usa mezzi termini: “La Fiat vuole chiudere nel 2011? allora trovi oggi e non tra un anno le soluzioni alternative”. Il sindacato spinge su un'azione Fiat che porti a una cessione della fabbrica a un produttore di auto, piuttosto che ad altre soluzioni industriali. Punta il dito poi sui contratti che violerebbero la carta Costituzionale. E chiede la riapertura di un nuovo tavolo negoziale che, sempre secondo la Fiom, fino ad ora non c'è stato. Intanto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, fa sapere che la Panda verrà prodotta a Pomigliano: secondo l'esponente del Governo, la maggioranza dei sindacati e il referendum dei lavoratori si sono espressi a favore dell'accordo.
Al fianco dei lavoratori della Fiat di Pomigliano d'Arco si sono schierati anche gli extracomunitari di Rosarno. La solidarietà è stata espressa da Giovanbattista Vico, a capo della delegazione di lavoratori dei campi: “Vicini agli operai di Pomigliano e contro un accordo che peggiorerebbe le condizioni di lavoro”, queste le parole dal palco del teatro Gloria.
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