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Notizie
Stop alle trattative tra Fiat e Sollers
19/02/2011
di Giovanni Iozzia
Saltata la joint venture che avrebbe consentito alla casa torinese una forte penetrazione sul mercato russo
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Le trattative tra la Fiat e la Sollers si sono interrotte. Lo si apprende da una nota congiunta che dice: «dopo la firma della lettera d'intenti nel febbraio del 2010 per la creazione di una joint venture in Russia per la produzione di autovetture e Suv, Fiat e Sollers hanno deciso di seguire strategie indipendenti per sviluppare ulteriormente le rispettive presenze in Russia». Quindi, «Le parti hanno concordato di terminare le trattative in corso che miravano ad ampliare la portata delle attività». Infine Fiat e Sollers confermano «il loro forte impegno verso la Russia dove intendono continuare ad espandere le rispettive attività».
Contemporaneamente la Sollers, ex Severstal auto, ha annunciato un accordo con la Ford mirato alla produzione ed alla distribuzione di veicoli su tutto il territorio russo. I due marchi avvieranno la produzione di una gamma di autovetture e veicoli commerciali leggeri ed hanno presentato subito richiesta per poter accedere ai benefici previsti dal programma di sostegno al settore varato dal governo russo. Anche in vista dell’accordo con la Fiat, la Sollers aveva chiesto il medesimo sostegno che, però, stato respinto perché il piano industriale non era abbastanza esplicitato.
A questo punto senza un partner russo con cui crescere, la Fiat praticamente non è più nelle condizioni di diventare il secondo gruppo automobilistico russo entro il 2016, come progettava di fare insieme a Sollers producendo sino a 500 mila veicoli Fiat-Chrysler all'anno. Sfuma così, almeno per il momento, una «delle più grandi alleanze globali raggiunte dal gruppo», come aveva affermato un anno fa Sergio Marchionne. Contemporaneamente, fallisce anche il sogno di produrre in Russia la jeep prodotta da Chrysler. La Fiat, comunque, ha fatto sapere che il suo progetto di crescita in Russia resta tra quelli prioritari. Un progetto che prese corpo circa un anno dopo l’intesa che aveva trovato anche l’approvazione del premier Vladimir Putin. E, infatti, Marchionne l’aveva definito «un punto di svolta nella presenza della Fiat e della Chrysler in Russia, una delle più grandi alleanze siglate dal gruppo, in uno dei mercati a più alto potenziale».
La Fiat è presente in Russia da circa 40 anni quando si aprì il primo, storico insediamento a Togliattigrad ai tempi della vecchia Unione Sovietica. Nel 2005 la Fiat ha cercato di rilanciare la sua presenza con l’alleanza con la Severstal che diventa importatrice e distributrice delle auto italiane. Nel 2006 nell’impianto di Nabiriezhni Cielni in Tatarstan comincia ad essere assemblata la Albea (nella foto). Poi, nel 2007, è la volta del furgone Doblò. Nel 2008, sempre in Tatarstan, viene inaugurato a Ielubuga un nuovo stabilimento dove verrà assemblato il furgone Ducato. Nello stesso anno, nella fabbrica di Zavolshki, viene prodotto il motore diesel serie F1A per il furgone Ducato e il fuori strada Uaz Patriot. Nel 2009 la controllata Fiat Case New Holland (CNH) firma con Kamaz due joint venture per la produzione di trattori agricoli. Nel 2010 viene firmata la lettera di intenti relativa ad una joint-venture Fiat-Sollers per l'assemblaggio della Linea e di altri nove nuovi modelli Fiat-Chrysler. Nel 2011 la rottura.
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