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Ferrari Luce, arriva il cockpit dell’elettrica
16/02/2026
di Lorenzo Pollini
Tradizione e futuro s’intrecciano fra le razze del volante del cockpit che rivoluziona la Casa del Cavallino
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Cosa c’è di più emozionante nel veder sfilare per strada l’elegante silhouette di una Ferrari? Sicuramente riempirsi le orecchie con la sinfonia del suo passaggio, ma ancora di più potersi accomodare dentro, stringere quel volante carico di storia e promesse e – per i più fortunati – premere il pulsante Engine Start, così da far partire la magia acustica ed amplificare le emozioni alle stelle, finendo con quel sorriso da ebete sul viso.
…e se schiacciare quel bottone non portasse a produrre più alcun timbro?
Come avrete senz’altro letto, anche la Casa di Maranello si sta adoperando per restare al passo con i tempi – abbastanza discutibili aggiungerei – e questo si è tradotto nel mettere in pratica il pensiero di cui si parla da diverso tempo: una Ferrari elettrica. No, purtroppo non è un ossimoro, per ora si è declinato come un esercizio di stile e di design che ha visto la presentazione di quello che potrà essere il cockpit che accoglierà chi si accomoderà dentro questa Ferrari, denominata Luce.
L’abitacolo della Luce combinerà elementi classici e moderni, puntando ad intrecciare il passato che ha reso il Cavallino famoso in tutto il mondo, con il futuro che Ferrari sta provando a riscrivere; il volante a tre razze ispirato ai modelli storici del marchio, con comandi integrati e realizzato con materiali riciclati di alta qualità, si sposa con un quadro strumenti montato sulla colonna del volante: due display OLED sovrapposti con grafica ispirata all’avionica in grado di rendere le informazioni ben visibili ed intuitive.Contrariamente poi alle tendenze attuali, che vedono il complesso di Napoleone degli schermi touch nel mondo automobilistico, Ferrari ha puntato piuttosto a comandi fisici dedicati e precisi, oltre ad un piccolo display centrale orientabile verso pilota o passeggero.
L’idea alla base del cockpit proposto da Ferrari è abbastanza semplice, offrire un punto d’incontro fra passato e futuro, prendendo quei punti cardine del Cavallino, come l’esperienza incentrata sul pilota e l’utilizzo di pulsanti analogici, mescolandola con l’ausilio di comandi digitali e cercando un senso di continuità con quella che è la tradizione che guida il marchio da quel 1947, anno in cui un certo Enzo Ferrari la fondò, qualcosa che lascia ancora a bocca aperta i bambini di tutto il mondo, ed anche i loro papà.
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