Dall´addio di Montezemolo ad oggi cosa è cambiato in Ferrari?
08/08/2026
di Giovanni Iozzia
Nel settembre 2014 Luca Cordero di Montezemolo lascia la presidenza del Cavallino Rampante a Sergio Marchionne. Quel che accaduto in questi 12 anni
«Finisce un’epoca e ho quindi deciso di lasciare la Presidenza dopo quasi 23 anni meravigliosi e indimenticabili, dopo quelli passati a fianco di Enzo Ferrari negli anni Settanta. La Ferrari avrà un ruolo importante all’interno del gruppo FCA nella prossima quotazione a Wall Street e si aprirà quindi una fase nuova e diversa che credo giusto debba essere guidata dall’Amministratore Delegato del Gruppo». Con queste parole Luca Cordero di Montezemolo nel settembre 2014 abbandonava dopo tanti anni la presidenza del Cavallino Rampante.
Al suo posto ci fu Sergio Marchionne poi, alla sua morte, avvenuta nel 2018, la presidenza è passata a John Elkann.
Marchionne diede l'avvio ad una profonda ristrutturazione manageriale. La gestione di Montezemolo era in un certo senso più romantica, più legata al mito sportivo, ai grandi risultati in Formula Uno.
Marchionne prima ed Elkann dopo, attuarono una gestione più orientata alla finanza, crescita globale e alla redditività. Questa impostazione ha senza dubbio contribuito ad innalzare molto il valore economico del marchio, portato gli utili ai massimi storici a far crescere fortemente il valore di mercato della società. Sotto il profilo squisitamente economico, la Ferrari odierna è probabilmente la più forte della sua storia.
Dal 2014 sono arrivate diverse innovazioni che molti osservatori hanno ritenuto impensabili se ci fosse stato ancora Montezemolo alla presidenza: il SUV Ferrari Purosangue, il forte sviluppo dell'ibrido come la Ferrari SF90 Stradale, l'ampliamento della gamma Icona, la criticatissima prima Ferrari elettrica.
Ma, al di là delle ipotesi, ciò che risulta più evidente è il cambio dello stile di gestione. Montezemolo privilegiava la forte personalizzazione della leadership, il rapporto diretto con tecnici e piloti, la centralità della tradizione Ferrari. La gestione Marchionne e poi Elkann è invece più collegiale, maggiormente orientata ai processi industriali, più attenta agli investitori e agli azionisti.
Sul fronte sportivo la Ferrari di Montezemolo aveva a lungo dominato la Formula Uno con 6 titoli mondiali Costruttori e 5 titoli mondiali piloti, grazie al trio Jean Todt, Ross Brawn e Michael Schumacher; in assoluto uno dei migliori team nella storia del mondo delle competizioni automobilistiche.
Negli anni successivi al 2014 la Ferrari ha ottenuto vittorie parziali, ha avuto momenti di protagonista ma non ha più conquistato alcun titolo mondiale né Costruttori né Piloti. Una nota certamente dolente.
Una situazione che delude maggiormente gli appassionati e che rischia di far crollare l'amore nei confronti del vecchio Cavallino Rampante, quello legato alla storia del fondatore, il grande Enzo Ferrari. Anche Montezemolo sembra avere tradito la Ferrari acquistando una Porsche 911 Carrera S. «Era un desiderio che avevo sin da giovane», ha dichiarato, minimizzando l'episodio.
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