Dalla Moto Guzzi Galletto alla Bicicletta Bianchi motorizzata
07/10/2026
di Maura De Sanctis
La mobilità del dopoguerra a due ruote a Mercanteinfiera a Fiere di Parma
[ Fiere di Parma ] -
Dalla Fiat 500 Giardiniera della SIP alla Moto Guzzi Galletto, dalle biciclette meccaniche francesi, alla bicicletta Bianchi con motore, alle sculture dedicate alla Vespa, passando per modellini, giocattoli e mezzi destinati alla mobilità urbana, Mercanteinfiera Autunno conferma così la propria vocazione a raccontare il Novecento attraverso gli oggetti.
Moto Guzzi Galletto, l'antesignano italiano dello scooter moderno Tra le protagoniste del percorso dedicato ai motori c'è anche una Moto Guzzi Galletto vintage bike, uno dei modelli più originali realizzati dalla Casa di Mandello del Lario.
Presentato proprio nel 1950, la Moto Guzzi Galletto nasce in un'Italia impegnata nella ricostruzione del dopoguerra e propone una formula capace di combinare caratteristiche tipiche della motocicletta e dello scooter.
Uno degli elementi distintivi è rappresentato dalle grandi ruote da 17 pollici, che garantivano maggiore stabilità rispetto ai piccoli ciclomotori dell'epoca. A questo si aggiungeva una carrozzeria protettiva con ampio scudo anteriore, pensata per offrire al conducente maggiore comfort durante gli spostamenti quotidiani.
Il motore era un monocilindrico orizzontale a quattro tempi, caratterizzato da robustezza e consumi contenuti. Nel corso della sua carriera commerciale, proseguita fino al 1966, il Galletto fu proposto con cilindrate crescenti: dalla prima versione da 160 cc si passò ai 175 cc, fino ad arrivare al 192 cc.
Anche la trasmissione venne progressivamente aggiornata, passando dal cambio a tre marce a una configurazione a quattro rapporti. Negli ultimi anni di produzione arrivò inoltre l'avviamento elettrico, una soluzione particolarmente moderna per l'epoca.
L'esemplare esposto a Mercanteinfiera si distingue per l'elegante colorazione beige chiaro e per la caratteristica carrozzeria in lamiera stampata. Particolarmente interessante è la disposizione della ruota di scorta, collocata verticalmente dietro lo scudo anteriore, mentre la configurazione della sella prevede un posto per il conducente e un secondo cuscino destinato al passeggero. Il risultato è un veicolo che rappresenta perfettamente la capacità dell'industria motociclistica italiana di combinare funzionalità, design e innovazione.
La bicicletta francese che voleva cambiare il modo di pedalare Tra le curiosità più interessanti della manifestazione figura anche una rara bicicletta francese a propulsione meccanica alternativa, risalente alla prima metà del Novecento.
Si tratta di un particolare sistema riconducibile alle cosiddette “Lévocyclettes”, biciclette caratterizzate dall'utilizzo di un movimento alternato a leve al posto della tradizionale pedalata circolare. Al posto dei pedali utilizza la testa della mazza da Golf, ovvero l’estremità della mazza che colpisce la pallina da golf. Questo raro esemplare è stato portato in fiera da un‘azienda francese.
Il principio meccanico è particolarmente curioso: l'assenza della classica trasmissione composta da corona, catena e pedivelle viene compensata da un sistema di leve oscillanti e bielle che trasferisce il movimento alla ruota.La soluzione testimonia la continua ricerca, già agli inizi del XX secolo, di sistemi alternativi per rendere più efficiente la propulsione muscolare. Il particolare esemplare presente in fiera rappresenta quindi un vero pezzo di archeologia industriale ciclistica e costituisce uno degli oggetti più singolari tra quelli dedicati alla storia della mobilità.
Le Lévocyclettes furono oggetto di sperimentazioni e brevetti in Francia nei primi decenni del Novecento e rappresentano uno degli esempi più curiosi di come progettisti e costruttori cercassero nuove soluzioni per superare la tradizionale trasmissione a catena.
Una Vespa trasformata in scultura Il legame tra motori, design e arte emerge anche nella scultura raffigurante una Vespa con Sidecar realizzata a grandezza naturale. L'opera è costruita attraverso filo e tondino di ferro intrecciati secondo la caratteristica tecnica “a merletto” dell'artista italiano Anacleto Spazzapan.
La silhouette della Vespa, immediatamente riconoscibile, viene così reinterpretata attraverso una struttura metallica che trasforma un'icona della mobilità italiana in un oggetto artistico. Un incontro particolarmente efficace tra design industriale, artigianato e cultura motociclistica.
Bicicletta Bianchi con motore Garelli Mosquito La bicicletta d’epoca Bianchi, che racconta la mobilità italiana del dopoguerra, equipaggiata con un motore ausiliario Garelli Mosquito rappresenta una preziosa testimonianza della storia della mobilità italiana del secondo dopoguerra. Un mezzo semplice e ingegnoso, nato in un’epoca in cui la necessità di spostarsi in modo economico si incontrava con la creatività dell’industria meccanica italiana.
La bicicletta conserva l’impostazione classica dei modelli da passeggio dell’epoca, caratterizzata dal tradizionale telaio a diamante, ma è stata trasformata in un vero e proprio velomotore grazie all’installazione del celebre propulsore Garelli Mosquito, probabilmente appartenente alla famiglia dei motori da 38 o 49 cc prodotti tra gli anni '40 e '50.
Appuntamento a inizio 2027 per AutoMotoRetrò e Mercantnfiera Per gli appassionati di automotive, la manifestazione rinvia l’appuntamento ad AutoMotoRetrò abbinato a Mercanteinfiera dal 05-07 Marzo 2027, Auto e Moto d’Epoca, ricambi, accessori e modellismo. L’evento rappresenta un'occasione per osservare da vicino non soltanto automobili e motociclette, ma anche tutto ciò che ha contribuito a costruire l'immaginario della mobilità: dalla tecnica al design, dalla comunicazione al collezionismo tra modernità e antichità per Mercanteinfiera di Primavera da 27 Feb e il 07 Marzo 2027.