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Notizie
L´inchiesta sui falsi invalidi a Cosenza riguarda anche i tagliandi arancioni
22/07/2010
di Maura De Sanctis
Tra i 150 indagati, medici, funzionari ed impiegati dell’Azienda provinciale di Cosenza
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La polizia stradale di Cosenza sta proprio in queste ultime ore eseguendo i 49 provvedimenti cautelari emessi dalla Procura della Repubblica a seguito di un'inchiesta sui falsi invalidi civili durata due anni. Ben 13 gli individui agli arresti domiciliari e 36 invece con obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Il reato comune a tutti gli indagati, “falso ideologico in atto pubblico”.
Tra gli indagati medici e funzionari delle commissioni mediche preposte al riconoscimento delle invalidità civile e dell’handicap del distretto sanitario di Rende. Infatti spiega la polizia, ciascuna commissione procedeva alle visite in composizione monocratica riconoscendo automaticamente l'invalidità civile e l'handicap.
Inoltre, gli stessi medici incaricati dagli enti pubblici ad eseguire visite fiscali nei confronti dei dipendenti assenti per malattia avrebbero di fatto omesso i dovuti controlli ma anche falsificato i referti medico legale da inviare alle amministrazioni di appartenenza. Non parliamo poi delle visite per il rinnovo delle patenti di guida poiché anche in questo caso venivano rilasciati certificati di idoneità psico-fisica senza procedere a visita medica.
Numerose sono risultate anche le autorizzazioni rilasciate dai vigili e tecnici dell’ufficio Traffico ai falsi invalidi per il permesso di parcheggiare le auto in zone a traffico limitato e negli spazi riservati ai disabili. A parere della sottoscritta il tagliando arancione fino ad oggi è stato rilasciato troppo facilmente a chi aveva come unico scopo quello di transitare e parcheggiare un po’ dove si vuole.
Anche la politica è da tempo impegnata ad affrontare il problema dei falsi invalidi considerati una delle cause del disastro economico che stiamo vivendo in quest’ultimo periodo. Il Ministro dell’Economia Tremonti ritiene infatti che i falsi invalidi siano comunque delle persone che vivono ai margini della società in quanto non rispettando il principio costituzionale della non discriminazione e del pieno sviluppo della personalità, privano invece i soggetti che ne hanno diritto dell’opportunità di inclusione sociale.
Tutto questo finisce con il danneggiare i veri disabili, e pertanto occorre sollecitare un maggiore senso civico ed intensificare i controlli. Ci auguriamo dunque che l’esempio di Cosenza venga seguito da altre province e che il nostro paese diventi più civile e rispettoso dei diritti dei più deboli, non solo sulla carta ma nella vita reale di tutti i giorni
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