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Notizie
Crolla il mercato dei veicoli commerciali
29/01/2013
di Giovanni Iozzia
Secondo i dati forniti dalla Acea, l’Associazione Costruttori Europei di Autoveicoli, la flessione è stata del 31,7%
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[ Roma, Lazio, Italia ] -
Anche il mercato dei veicoli commerciali e industriali va male. Nel 2012 ha infatti registrato una generale flessione del 31,7% rispetto all’anno precedente. Il dato è stato fornito dalla Acea, l’Associazione Costruttori Europei di Autoveicoli.
Entrando nei dettagli, i veicoli commerciali hanno registrato una flessione del 32% mentre quelli industriali medi e pesanti del 29,4%. Dati che dimostrano ulteriormente che l’attuale stato del mercato è assolutamente allarmante.
Le motivazioni di questa situazione sono da addebitarsi al fortissimo calo dell’attività produttiva ed economica che si ripercuote sul traffico delle merci provocando, tra l’altro, anche la chiusura di diverse ditte di autotrasporto. Nel secondo semestre dello scorso anno, da luglio a dicembre, hanno chiuso i battenti oltre 3.000 imprese del settore. A queste sono da aggiungere quelle che sono andate via dall’Italia per trasferirsi in altri paesi dell’Unione europea in maniera da usufruire di condizioni gestionali, organizzative e amministrativi migliori rispetto al nostro Paese.
«L’inizio del 2013 – ha detto Massimo Tentori, responsabile della divisione Trucks di Federauto - si è aperto in un clima di incertezza, legata in parte al risultato delle prossime elezioni politiche e in parte all’eredità di una eccessiva fiscalità con difficoltà di reperimento di risorse finanziarie e creditizie da impiegare, anche nell’acquisto di mezzi nuovi».
«Confidiamo – ha aggiunto Tentori - in una rinnovata politica economica del prossimo Governo più sensibile e rassicurante per la ripresa di fiducia del mercato interno e delle imprese e, più in generale, per un recupero dell’economia reale. In tal senso un valido aiuto al settore potrebbe derivare, a breve, dal Decreto ministeriale che preciserà gli interventi da attuare nel 2013 con l’impiego del fondo di 400 milioni, di cui 50 destinati agli investimenti, previsti dalla spending review della scorsa estate».
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