|
Notizie
Due modi di essere leggenda: Alfa Giulia TZ2 e Ferrari 275P Fantuzzi
27/04/2026
di Lorenzo Pollini
Da una parte la storia del Biscione, dall´altra il Cavallino Rampante
|
[ Roma ] -
Speciale Concorso di Eleganza Roma Aggirarsi fra eleganti auto dell’Anantara Concorso significa imbattersi anche in oggetti che, più che automobili, sembrano appartenere ad un’altra dimensione: vere opere d’arte su ruote capaci di brillare anche fuori da qualsiasi concorso.
Sto parlando dell’Alfa Romeo Giulia TZ2 e della Ferrari 275P Fantuzzi.
ALFA ROMEO GIULIA TZ2 Da una parte la storia del Biscione, dove negli anni 60 decisero di progettare e realizzare una vettura per correre nella categoria GT, facendo vestire da Zagato un telaio tubolare con meccanica di derivazione Giulia – da qui il TZ per Tubolare Zagato: nasceva così la Giulia TZ, affiancata e poi sostituita dalla più evoluta TZ2, quest’ultima in una tiratura complessiva di sole 12 vetture, ed esposta all'Anantara concorso di Roma.
Le linee sono quelle filanti che caratterizzavano i modelli sportivi di quegli anni, la carrozzeria in vetroresina, il telaio in nickel-cromo e la coda Kamm – per gli amici tronca – ulteriore firma di un design inconfondibilmente Zagato.
Sotto le vesti un 4 cilindri in linea 1.6 da soli 170 CV, sì, ma in grado di lanciarla alla folle velocità di 245 km/h, grazie al suo peso piuma di ben 620 kg: sì avete letto bene. Ma quello che colpisce di più ancor oggi sono le forme, veramente senza tempo.
FERRARI 275P FANTUZZI La 275 come in numerosi modelli Ferrari indicava la cilindrata: in questo caso un chiaro messaggio di come questa fosse cresciuta ed evoluta rispetto al precedente modello, la Ferrari 250 P.
Rispetto alla Giulia TZ2 si mostra più larga, più sensuale e con quelle forme quasi liquide, plasmate dalle sapienti mani della carrozzeria Fantuzzi. Ferrari ne costruisce solo 4 di esemplari di 275 P per il Campionato Mondiale Sport Prototipi. Dove l’Alfa è chirurgica nei pesi al pari di un chimico con il suo bilancino di precisione, Ferrari punta alla teatralità: un V12 celato sotto le vesti della 275, nato e cresciuto in cattività con un solo obiettivo, vincere la 24 ore di Le Mans, cosa che fa nel 1963.
Affascinante, con quelle rivettature che avvolgono l’abitacolo e quel roll hoop così integrato nella vettura da sembrare quasi più un elemento di design che un dispositivo di sicurezza. La 275 P è una di quelle vetture inspiegabili: ha più di 60 anni ma emana ancora un’aura magica, sospesa fra il reale ed il fantastico; la guardi e ti chiedi se esista veramente, al punto da costringerti a strofinare gli occhi per capire che non stai sognando. È lì, anche lei fra le reginette del ballo dell'Anantara Concorso di Eleganza a Roma.
|
|
| |
|
|