Maserati Grecale Trofeo: adrenalina ed eleganza in 530 sfumature di Nettuno
28/05/2026
di Lorenzo Pollini
Cosa vuol dire portare a spasso un 3.0 V6 che urla e sbraita
[ Roma ] -
La scienza e la fisica ci dicono che il riflesso di uno sbadiglio dura in media circa 4 secondi. Ma le stesse faticano a spiegarsi come una Maserati Grecale Trofeo da 2 tonnellate riesca a passare da 0 a 100 km/h in meno tempo: 3,8 secondi, per l’esattezza. E vi assicuro che è così. Quando accade i numeri smettono di esserlo: manettino selezionato su Corsa, launch control attivo, cupo rombo di sottofondo al limitatore che ti avvolge, tensione palpabile nell’aria… e poi un’esplosione di pura adrenalina che ti attacca violentemente al sedile, lasciandoti il dubbio se sia ancora un volante quello fra le mani o piuttosto la cloche di un Boeing 747 in fase di rullaggio. Provarla in questa modalità è qualcosa di folle. Ma ti lascia la pelle d’oca, è fantastico.
La Maserati Grecale Trofeo però non è solo velocità e accelerazioni mozzafiato. Certo, anche questo fa parte del suo carattere. Ma è soprattutto la capacità di regalare emozioni autentiche: magnetica anche solo da ferma, una volta alla guida sa coinvolgere a qualsiasi andatura, strappando un sorriso dopo l’altro. Il merito è di un’architettura raffinata, la piattaforma Giorgio che qualche Alfista ricorda sicuramente, progettata per trasmettere al guidatore ogni sfumatura proveniente dalla strada, senza filtri, accompagnandoti con naturalezza e precisione in ogni situazione: nelle curve più strette dove il rollio è impercettibile, nei percorsi più sconnessi dove le sospensioni ad aria compiono autentici miracoli, fino alle modalità di guida più estreme e sportive, in cui tutto cambia e ogni singolo granello d’asfalto arriva diretto alle mani e alla schiena. I paddle al volante scandiscono il ritmo di un’orchestra meccanica fatta di fucilate a ogni cambiata, accompagnate da violenti calci alla schiena e da spaventosi borbottii dallo scarico. Sembra non ci sia fine a questa musica: alla Grecale Trofeo più chiedi e più lei ti dà. Fa quasi paura. Ma ti porta a voler ancora, e ancora, e ancora, con una coppia a circa 3500 giri/min di ben 620 Nm e una spinta esagerata e brutale che tende poi, man mano, a smussarsi salendo di giri, lasciando spazio a un’erogazione più lineare, si fa per dire.
L’equilibrio del volante nel trasmetterti le sensazioni è sorprendente, diretto e consistente nell’accompagnarti alla lettera nei cambi di direzione, riuscendoti a trasferire sulle mani una dinamica di guida e una fiducia che non riflette le 2 tonnellate di Maserati su cui siedi, ma piuttosto quella di una vettura supersportiva che pesa almeno la metà; sicuramente molto si deve anche alla posizione del brutale propulsore V6 biturbo Nettuno, il più possibile arretrato verso l’abitacolo, riducendo il momento d’inerzia sull’asse verticale e ripartendo i pesi in modo più equo fra i due assi. Anche gli ingombri complessivi della Grecale Trofeo, con i suoi 4,86 metri di lunghezza e ben 2,16 di larghezza, sembrano quasi svanire durante la guida veloce. Restano però avvertibili in contesti più quotidiani, come nelle manovre di parcheggio o nelle situazioni in cui si richiede una frenata particolarmente decisa, dove riemergono le masse in gioco. Proprio in frenata, il feeling iniziale sul pedale non è tra i più incisivi: la prima parte della corsa l’ho trovata leggermente progressiva e filtrata, quasi a voler privilegiare la modulabilità; successivamente, però, la risposta diventa piena e la decelerazione arriva con decisione, come fosse un muro, garantendo una potenza di arresto importante, con dischi sull’anteriore da 360mm e pinze Brembo a 6 pistoncini e posteriori da 350 mm e 4 pistoncini pompanti.
Parlare di consumi su una vettura del genere sarebbe come pensare di discutere del sesso degli angeli: senza senso, noioso e inutile. Il propulsore Nettuno è un capolavoro di tecnica basato su un’architettura a precamera di combustione, in grado di erogare potenza e pelle d’oca o all’occorrenza diventare più efficiente: non consumerà mai come una Prius naturalmente, l’equilibrio è pur sempre nel mezzo – e per questo ringrazio Maserati. Ma se proprio volete quest’informazione, posso dirvi che ho iniziato a fare amicizia con buona parte dei benzinai della mia città, in quella settimana a bordo della Maserati.
Non ci sono difetti rilevanti che mi sento di definire tali, quanto piuttosto spunti di miglioramento. A partire dal tunnel centrale, dove il sistema di climatizzazione avrebbe potuto essere più intuitivo e immediato nell’utilizzo, magari con una maggiore presenza di comandi fisici a favore di una gestione meno affidata al touchscreen. Un aspetto che ho trovato meno convincente riguarda il funzionamento dell’Active Park Braking: durante le manovre in retromarcia, in presenza di un ostacolo rilevato dal sistema, l’intervento automatico della frenata può risultare piuttosto brusco, generando una sensazione di sorpresa non sempre piacevole. Infine, il selettore a quattro pulsanti sulla plancia, che sostituisce la tradizionale leva del cambio e si inserisce tra i due schermi centrali: probabilmente un design più ricercato e una maggiore raffinatezza nell’azionamento avrebbero interpretato in modo ancora più coerente il linguaggio stilistico tipico di Maserati.
Giunti a questo punto, il tema prezzo della Maserati Grecale Trofeo diventa quasi inevitabile.
Ma prima viene spontanea una domanda: quale valore si può attribuire a un’emozione, o a quel battito che accelera insieme all’adrenalina? A quanto pare, dalle parti di Modena si parte da circa 128.000 euro...