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Marchionne gioca la partita decisiva per il rilancio di Chrysler
27/07/2009
di Maura De Sanctis
Questa settimana il consiglio di amministrazione si incontrerà per discutere sul processo di rinnovamento della nuova società
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Previsto per mercoledì 29 luglio presso la società Auburn Hills nel Michigan, l’incontro del nuovo Consiglio di amministrazione della Chrysler guidato da Marchionne, il numero uno di Fiat, che ha acquisito una quota del 20% nella società Usa, impegnandosi a fornire la tecnologia per produrre piccole auto per rilanciare la nuova società sul mercato statunitense.
Il Consiglio di Amministrazione dovrà tracciare le linee guida del processo di rinnovamento della Chrysler a partire dal 2011 e Marchionne ha sottolineato come sia importante riportare alla luce la società di Detroit e ciò dipenderà dal nuovo management. Forse è per questo che ha insediato un responsabile per ciascuno dei singoli marchi Chrysler, Dodge e Jeep.
Probabilmente Marchionne ha l’esperienza e la cultura giusta per risollevare il marchio statunitense, visto che la Fiat ha già in passato patito gli stessi problemi. L’ad del Lingotto stà già pensando a nuove strategie di marketing, le cui peculiarità dovranno essere l’originalità e la differenziazione rispetto alla concorrenza.
Pur restando la Fiat, partner di minoranza rappresenta per Chrysler l’alleato industriale di riferimento. Marchionne sa bene che per risollevare Chrysler ci sarà bisogno di impegnare risorse finanziarie importanti e che oramai non si può più fare affidamento né sul governo americano né tantomeno sulla famiglia Agnelli che ha già reso noto la sua intenzione di non immettere ulteriore denaro nelle operazioni della casa automobilistica torinese.
Comunque si evolverà l’intera vicenda, Marchionne ha dimostrato con la sua tenacia e coraggio di vincere le sfide come quella che pochi anni fa ha affrontato per il caso Fiat, un’azienda improduttiva e che è invece rinata grazie ad uno sforzo comune verso la creazione di una azienda più efficiente. Anche con Chrysler, l’ad di Fiat vuole ripercorrere la stessa esperienza, adoperandosi per la creazione di una Chrysler più forte e competitiva non solo in America ma in tutto il mondo.
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