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Notizie
L’Unione europea: basta con gli incentivi
10/02/2010
di Giovanni Iozzia
Nel vertice di San Sebastian previsti aiuti solo per le auto elettriche. E il presidente Lombardo presenta il primo prototipo siciliano
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Nessun incentivo per l’acquisto delle automobili sarà previsto nel 2010. L’annuncio è arrivato dal ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola a termine del vertice europeo di San Sebastian in Spagna. L’orientamento comunitario, infatti, sarebbe quello di offrire aiuti a settori diversi da quello dell’auto che riceverà sostegni limitatamente all’innovazione ed alla ricerca. Scajola adesso riferirà quanto convenuto con i partner europei al Consiglio dei Ministri che si terrà domani. Stando così le cose, sembra essersi spianata la strada per la concessione di sostegni economici ad altri comparti come, ad esempio, quello degli elettrodomestici.
La riunione informale dei ministri europei dell’Industria si è però incentrata sulla produzione di veicoli elettrici. Il ministro spagnolo Miguel Sebastiàn (la Spagna ricopre la presidenza di turno dell’Unione europea) nel corso della conferenza stampa finale ha sottolineato che «il veicolo elettrico è la vera scommessa del futuro sia perché può essere trainante per lo sviluppo dell’impresa in questo periodo di crisi sia per il rispetto dell’ambiente che esso garantisce». «La sua applicazione – ha aggiunto Sebastian - implica lo sviluppo di nuove tecnologie, ad alto valore aggiunto, creando opportunità di occupazione di qualità per la promozione delle esportazioni, migliorando l'efficienza e il risparmio energetico, il controllo delle emissioni di CO2 e riducendo la dipendenza dal petrolio e dai suoi derivati. Abbiamo chiesto ai paesi dell'Unione di esprimere la propria opinione in modo da creare un dibattito interno che può portare alla attivazione di una strategia comune che favorisca ed incentivi la produzione della vettura elettrica». Adesso la palla passa ai singoli paesi membri che dovranno affrontare al loro interno la discussione che poi verrà riportata a livello comunitario per le decisioni finali. Ma la tendenza generale sembra essere delineata: nel futuro incentivi solo per i mezzi elettrici.
A questo punto, anche se il disimpegno Fiat diviene ancora più certo, Termini Imerese torna a sperare. L’incontro previsto presso il ministero dello Sviluppo Economico il prossimo 5 marzo vedrà una lunga discussione sulle 8/10 proposte per il rilancio dell’insediamento industriale che sono giunte alla task force ministeriale. Alcuni di esse sono state definite dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, molto interessanti. E alcune prevedono la produzione di mezzi elettrici. Innanzitutto la Sunny Car di Simone Cimino; poi quella del Fondo Cinese, del finanziere Domenico Reviglio e dell’Azienda Autobus per la realizzazione di bus elettrici. Le altre proposte sono quelle di Gianmario Rossignolo, manager di De Tomaso, di altri gruppi cinesi, di un’azienda che realizza mezzi ferroviari e perfino di un gruppo che vuole utilizzare lo stabilimento come studios cinematografici.
Quest’ultima ipotesi è però assolutamente impraticabile. La Giunta di governo della Regione siciliana, presieduta da Raffaele Lombardo ha confermato l'impegno assunto nel novembre scorso di investire circa 350 milioni di euro, per le infrastrutture nel sito industriale di Termini Imerese e per «l'attivazione di misure che consentano sgravi sul costo del lavoro e l'accesso al credito d'imposta». La Giunta ha, inoltre, deliberato di vincolare l'area in cui insiste lo stabilimento Fiat all'attività industriale e, in particolare, alla produzione automobilistica. «Abbiamo deciso - dice il presidente Lombardo - di dire no all'insediamento della grande distribuzione commerciale. Ci auguriamo che la Fiat resti o che, in alternativa, non si rimangi l'impegno assunto a dicembre a Palazzo Chigi di consegnare le chiavi dello stabilimento. Inoltreremo immediatamente il documento di Giunta al tavolo tecnico per la Fiat istituito al ministero dello Sviluppo economico». «Investire in Sicilia è conveniente. Dobbiamo avere il coraggio di creare le condizioni perché le grandi industrie possano organizzarsi in modo organico e strutturale per realizzare investimenti duraturi nel tempo, che permettano loro di crescere e far allo stesso tempo sviluppare l'indotto. Un primo passo, importante, è la legge sul credito di imposta varata nei mesi scorsi». Ha detto l'assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, commentando la delibera della giunta di governo. «Noi – ha aggiunto Venturi - abbiamo rispettato immediatamente l'impegno preso al tavolo tecnico di venerdì scorso, a Roma. La Regione sta facendo il possibile, ci auguriamo che il Governo nazionale faccia ancora di più. La Fiat ha deciso di mollare lo stabilimento siciliano mentre, essendo diventata oramai una grande multinazionale, ogni giorno leggiamo annunci di investimenti in ogni parte del mondo, dal Messico, alla Serbia, passando per la Polonia ed anche la Russia». Inoltre, l’assessore Venturi, si è fatto portavoce di una nuova proposta: una seduta straordinaria del Consiglio dei Ministri con all'ordine del giorno l'emergenza Fiat di Termini Imerese e la partecipazione del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. «L’idea è nata nel corso di una riunione informale, richiesta dai sindaci di Termini, Salvatore Burrafato e di Campofelice di Roccella, Francesco Vasta e dai sindacati, che è servita soprattutto ad illustrare la delibera approvata dalla giunta di governo - ha detto l'assessore -. Adesso girerò al presidente Lombardo la richiesta di chiedere la convocazione di un consiglio dei Ministri straordinario che abbia al centro la questione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese».
Intanto, partendo dalla frase del presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, «Mai ricevuto un euro dallo stato», come riporta un quotidiano siciliano, il professore Ugo Arrigo, docente di Economia all’Università Bocconi, ha fatto i conti in tasca alla casa torinese ed è arrivato alla conclusione che il denaro pubblico che essa ha percepito sotto forma di aiuti dal 1999 ad oggi ammonta alla cifra di 407,80 milioni di euro. Anche se dal 2003 queste somme hanno riguardato solo la formazione e, dunque, ad onore del vero l’affermazione di Montezemolo è assolutamente vera. Ma in Sicilia si stanno attivando altre iniziative. Il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, ha invitato tutti i concittadini ed i visitatori che seguiranno lo storico carnevale locale ad inviare una cartolina di protesta all’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne. L’obiettivo è raggiungere quota 5.000 cartoline. Sarà lo stesso sindaco a curarne la spedizione dopo essersi accertato che nessun insulto sia presente perché «tutto deve rimanere assolutamente nello spirito carnascialesco».
E non è tutto qui. Anticipando le linee guida del vertice di San Sebastian, ieri mattina Raffaele Lombardo, nella corte di Palazzo d’Orleans, la sede della regione, ha presentato la nuova autovettura elettrica «prodotta - ha detto il presidente - con capitali, professionalità specializzate e intelligenze interamente siciliane, e che fa parte del programma Io zero destinato alle famiglie residenti in Sicilia: zero emissioni di polvere sottili, zero consumi e zero rumore». Si chiama Maranello, ma nulla a che vedere con la Ferrari, ed è nata da un accordo tra la Siciliana Energia. «L'auto - ha aggiunto Lombardo - è stata realizzata senza clamore, grazie a un accordo tra la Effedi di Carini ed il Comune di Maranello che ha concesso l'uso del nome. E' un'iniziativa partita due anni fa e che merita la massima attenzione perché destinata alle famiglie. I benefici, oltre a quelli ambientali, sono tanti: dall'abbattimento dei costi di carburante al risparmio di enormi quantità d'acqua che servono per produrre e trasportare carburante, a fonte di nuova occupazione. Si tratta di benefici legati non soltanto al singolo, ma a tutta la collettività». Carlo D'Angelo, presidente della Effedi, illustrando le caratteristiche della vettura, ha spiegato che «la proposta è minimizzare i costi e l'impatto ambientale, su cui si è aperto un dialogo costruttivo con la Regione per creare la rete d'infrastrutture necessarie per la gestione di questo tipo di auto leggere. Il consumo è di solo tre euro per ogni 60 Km (se le batterie sono completamente scariche e se ci si approvvigiona dal fornitore). Il consumo è a costo zero se invece l'alimentazione avviene a casa attraverso il fotovoltaico. L'auto costa oggi circa 12.500 euro più Iva e potrà essere guidata anche dai ragazzi di 14 anni dotati di patentino per ciclomotore». «Si interverrà - ha proseguito l'amministratore unico di SicilianaEnergia, Adriana Di Liberto - nelle abitazioni private e nei condomini, previa autorizzazione dell'amministrazione competente, per adeguarli alle operazioni di ricarica, e in alcune zone dei centri urbani per costruire gli appositi distributori di energia elettrica necessari».
La giornata di ieri si è conclusa con un ammonimento del presidente Lombardo: «Domani il Consiglio dei Ministri prenderà in esame l'ipotesi di concedere incentivi al settore auto, anche se limitatamente al settore della ricerca e dell'innovazione. Sarebbe incomprensibile che, dopo cento proclami contro l'insensibilità della Fiat sulla sorte di Termini Imerese, il governo concedesse, a qualsiasi titolo, contributi che l'azienda ha più volte dichiarato di non volere. Qualsiasi aiuto di Stato alla Fiat sarebbe un oltraggio ai lavoratori in sciopero ed una ingerenza nel mercato dell'auto, a favore di una società che, peraltro, ha localizzato all'estero gran parte dei suoi interessi e delle sue produzioni». Ma il futuro sembra essersi già delineato: l’Europa, e quindi anche l’Italia, prevede incentivi solo per le auto elettriche, la Sicilia ha presentato oggi la sua vettura elettrica e la Fiat produrrà la 500 a Toluca in Messico.
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